Venerabile Edel Marie Quinn

20 Maggio 2025

Venerabile Edel Marie Quinn

Carissimi Amici,

Evangelizzata a partire dal V secolo da san Patrizio, l’Irlanda ha inviato nel mondo numerosi missionari, Nel 1921, vi veniva fondata, a Dublino, la Legione di Maria, associazione laica di cattolici che, con l’approvazione della Chiesa e sotto la potente guida di Maria Immacolata, opera per la gloria di Dio attraverso la santificazione dei suoi membri, la preghiera e il servizio disinteressato al prossimo. Essa ha lo scopo di portare Maria al mondo come mezzo infallibile di conquistarlo a Gesù.. Oggi, è un’organizzazione che conta diversi milioni di membri, in circa 170 paesi.

Venerabile Edel Marie QuinnIl 15 dicembre 1994, papa san Giovanni Paolo II dichiarava venerabile Edel Mary Quinn, membro della Legione di Maria. Nata a Kanturk, nella Repubblica d’Irlanda (Irlanda del Sud), il 14 settembre 1907, la bambina riceve il Battesimo quattro giorni dopo. I suoi genitori hanno scelto il nome di Adele, ma il prete capisce Edel; pensando che si tratti del fiore edelweiss, non indaga oltre e scrive questo nome nel registro. Edel è la maggiore della sua famiglia; la seguiranno quattro fratelli e sorelle. Charles, il padre, è impiegato di banca; a causa delle promozioni ottenute, si trasferirà spesso con la famiglia, prima di stabilirsi definitivamente a Dublino nel 1924.. La signora Quinn dà un esempio di bontà attiva, attenta e delicata, animata da una profonda devozione.

Una suora che ha conosciuto Edel quando aveva dieci anni testimonierà: «A scuola era un vero diavoletto, non che fosse impertinente, ma sempre traboccante di entusiasmo, vivace e gioiosa, alla ricerca di tiri da giocare… Alla semplicità di bambina, univa una vera padronanza di sé e un grande fascino… Il suo disinteresse e la sua disponibilità erano notevoli. Organizzatrice nata, faceva bene tutto quello che intraprendeva.» La giovane eccelle nello sport e nella danza. Riceve una solida formazione cristiana. Della sua prima Comunione, nel 1916, conserverà la fame dell’Eucaristia. I rovesci di fortuna del padre costringono Edel a interrompere gli studi e a tornare a casa. Va a Messa tutti i giorni e legge molto.

A diciannove anni, la giovane cerca lavoro. Assunta come segretaria in una ditta d’importazione, fondata di recente a Dublino da un francese, vi lascerà il ricordo di una persona timida ma in gamba. Si adatta rapidamente e diventa una segretaria capace di svolgere incarichi di fiducia. Impara il francese; la sua vita spirituale trarrà grande beneficio dagli autori di questa lingua. Fin dal suo primo incontro, il suo datore di lavoro era rimasto colpito dal suo sorriso: «Qualche cosa di chiaro e franco, ricco di attenzione e comprensione, che diffondeva luce.» Le ricche qualità umane che dimostra lo fanno innamorare di lei. In procinto di lasciare l’Irlanda per i suoi affari, le chiede di sposarlo. Grande è la sua sorpresa nel sentire Edel rispondere che non può accettare, perché si è promessa a Dio. La ragazza, in effetti, ha percepito fin da molto giovane una chiamata alla vita religiosa contemplativa. Tuttavia, temendo che il suo rifiuto abbia ripercussioni negative sulla vita spirituale del suo pretendente, rimane per qualche tempo in corrispondenza con lui, tramite lettere amichevoli che gli fanno molto bene.

Nell’attesa di realizzare la sua vocazione, nel tempo libero gioca a golf o si dedica alla musica. Ma gradualmente abbandona questi legittimi piaceri in favore della dedizione, per aiutare la madre in casa, i poveri e gli ammalati. La domenica è davvero per lei il giorno del Signore. Partecipa la mattina a diverse Messe e approfondisce la sua fede, tanto che la sua formazione cristiana si amplia molto. La sua sete di preghiera e di raccoglimento è intensa. Molto spesso, però, dedica del tempo ad aiutare gli amici, ascoltandoli con simpatia. A partire dal 1927, all’età di vent’anni, in attesa di sapere in quale comunità diventare religiosa, entra nella Legione di Maria, associazione fondata da Frank Duff (1889-1980), impiegato di un ministero statale (è stato avviato il suo processo di beatificazione). Questi aveva pensato di fondare solo un gruppo di poche persone; ma la sua iniziativa locale si estenderà alla dimensione mondiale. Egli stesso verrà chiamato a parlare alla presenza dei vescovi del mondo intero durante il Concilio Vaticano II. La sottomissione al Magistero della Chiesa è, per i legionari, un principio fondamentale. Partecipano alla vita della loro parrocchia collaborando a tutte le sue attività, in particolare la visita alle famiglie e agli ammalati, sia a casa che negli ospedali. Ogni legionario deve svolgere un lavoro apostolico settimanale.

Durante una riunione delle Figlie di Maria, di cui fa parte, Edel fa amicizia con un giovane legionario che la presenta alla responsabile e al cappellano. Entusiasta, Edel chiede di essere ammessa nel movimento, il che le viene concesso. Ben presto, andando oltre quanto prescritto, visita delle persone bisognose cinque sere alla settimana. Dopo due anni di servizio come membro attivo ordinario, diventa responsabile di un gruppo che si occupa delle ragazze perdute. Due sere alla settimana, si reca nella casa istituita per delle convertite, Sancta Maria, dove esercita il suo dono di radiosa simpatia. Viene quindi accolta con gioia dalle pensionanti, che non vorrebbero lasciarla andar via.

La mia gioia più grande

La forte ed esigente spiritualità francescana delle Clarisse attrae Edel. Nel 1932, mentre prende forma il suo progetto di entrare da queste suore a Belfast, si ammala di tubercolosi, all’epoca praticamente incurabile. « Tutto ciò che accade è adorabile » cioè è permesso da Dio, dice. Viene mandata in un sanatorio dove prosegue la sua vita di abnegazione e di mortificazione, allegramente e a servizio di tutti. Legge molte opere spirituali e in particolare gli scritti di santa Teresa di Gesù Bambino. Dopo diciotto mesi, che le sembrano lunghi, ritorna a casa, disarmando con il suo sorriso le obiezioni di chi avrebbe voluto che prolungasse il suo riposo. Continuando per alcuni mesi le prescrizioni mediche, riprende la sua attività professionale e di dedizione alla Legione. L’espansione di quest’ultima è ancora lenta a quell’epoca. Si estende al di là di Dublino solo nel 1927 e al di fuori dell’Irlanda nel 1928, iniziando dalla Scozia. Ma, a partire da quello stesso anno, il ritmo accelera. Nel 1930, la Legione si stabilisce in India, poi in America l’anno successivo. Nel 1934, viene organizzato un pellegrinaggio legionario a Lourdes ; Edel vi partecipa. Al suo ritorno, viene inviata con alcune compagne, come fondatrice, nel Galles : incontri, conferenze, diverse visite, soprattutto ai vescovi : un lavoro estenuante per quindici giorni, che porta grandi frutti. Paradossalmente, ritorna in Irlanda in condizioni di salute migliori. Nel frattempo, nascono dei gruppi in Africa. Nel 1936, Edel parte come missionaria della Legione di Maria in Africa centrale e orientale. Tuttavia, è sorta una forte opposizione contro questa missione, presso il Consiglio superiore della Legione, ma la buona grazia di Edel e la sua reputazione, con l’aiuto dello Spirito Santo, hanno trionfato su tutto. « Soffrire per amore di Gesù Cristo è la mia gioia più grande », scrive.

Conquistare i cuori

La prima lettera di Edel durante il viaggio è per ringraziare chi l’ha inviata, nonostante i rischi di cui è ben consapevole. Il 23 novembre, viene raggiunto il porto keniota di Mombasa, colonia britannica, dove l’influenza musulmana è molto forte.. Edel si reca immediatamente nella capitale del paese, Nairobi, dove si mette in contatto con i principali cattolici del luogo, tra i quali si trovano alcuni legionari. Ascolta, senza lasciarsi scoraggiare dalle obiezioni, organizza una conferenza di presentazione e, il 15 dicembre, viene fondato il primo gruppo ; ne diventa direttore spirituale padre Maher, superiore delle missioni della regione. Edel si prodiga a fondere il suo apostolato con quello dei missionari, sperando così di conquistarli alla sua causa. Gli inizi sono spesso difficili, ma la sua unione con Dio e la sua gentilezza permettono di conquistare molti cuori. Tratta i preti con grande rispetto. A contatto con lei, i pregiudizi cadono, sia tra gli europei che tra gli indigeni africani. Se si mostra inflessibile per i principi generali esposti nel Manuale ufficiale della Legione di Maria, per i dettagli pratici, invece, la sua facilità di adattamento alle condizioni dell’Africa equatoriale si rivela notevole : percepisce e rispetta i ritmi africani senza affrettare le cose. Di fronte a delusioni e insuccessi, non si scoraggia. Riesce a placare molte ostilità tra gruppi etnici e ad ammorbidire alcune tradizioni sul ruolo delle donne considerato come esclusivamente domestico.

L’evangelizzazione è una priorità per la Legione. Tramite la visita alle famiglie e altri mezzi, viene stabilito un contatto con ogni persona. Vedere e servire Cristo nei malati e negli emarginati è un altro aspetto essenziale dell’apostolato legionario..

L’unità di base della Legione è chiamata praesidium; normalmente esso opera in una parrocchia, che può del resto averne diversi. Per diventare legionario attivo, è necessario richiedere il proprio inserimento in un praesidium. Durante le riunioni settimanali, viene assegnato un compito ai membri, che operano di solito a due a due. Dopo un periodo di prova riuscito, i membri fanno la promessa legionaria. Consapevole della necessità del sostegno della grazia, la Legione conta membri ausiliari che vi si associano con la preghiera. L’amministrazione della Legione viene effettuata attraverso i suoi vari consigli a livello locale, regionale e nazionale..

Nonostante la sua salute cagionevole, Edel dimostra una sorprendente resistenza alla fatica e al caldo. Una suora che l’ha conosciuta allora dirà: «Era la persona più dimentica di se stessa!» Grazie alla sua dedizione, vengono fondati in Kenia centinaia di gruppi della Legione di Maria, rafforzando l’evangelizzazione in profondità. Edel impara un po’ lo swahili e dei frammenti di molti altri dialetti. L’organizzazione della Legione, con i suoi apostolati a due a due e le relazioni settimanali, prospera a meraviglia, in particolare grazie al dinamismo della giovane missionaria onnipresente, che segue attentamente ogni gruppo, ma si tiene anche aggiornata sui progressi della Legione in Europa, in America e anche in Cina. Edel organizza riunioni regionali periodiche e fonda a Nairobi un quartier generale. Mantiene una folta corrispondenza sia con i gruppi da lei fondati, i vescovi e i missionari locali che con i suoi amici di Dublino.

Semplicemente unita a Lui

Ella ottiene che alcuni gruppi vengano fondati dagli stessi indigeni e fa in tal modo accettare agli africani di diventare gli evangelizzatori dei loro connazionali, cosa che, prima, era esclusivamente compito dei missionari e dei catechisti. Lotta anche con successo contro la consueta indolenza della popolazione autoctona, l’ostilità degli stregoni e le difficoltà di comunicazioni, soprattutto nella stagione delle piogge. Fa attenzione a conservare momenti di raccoglimento, anche durante i viaggi : « Essere semplicemente unita a Lui, in unione con Maria. Solo amarlo nella mia anima durante la giornata di viaggio, unendo le mie azioni ad azioni simili che Egli ha compiute. » In una delle sue preghiere preferite, chiede : « Concedi, Signore, a noi che serviamo sotto lo stendardo di Maria, quella pienezza di fede in Te e di fiducia in Lei, che sicuramente vincono il mondo. Donaci una fede viva animata dalla carità ! » (cfr. Gal 5,6).

La Messa resta il centro della sua vita. In un’occasione, rimane a digiuno per diciassette ore per poter ricevere la santa Comunione. Edel attribuisce al Santissimo Sacramento la sua straordinaria resistenza: «Come sarebbe vuota la vita senza di Lui!» scrive. Il suo amore intenso per la Madre di Dio, la sua fiducia infantile e la sua totale dipendenza nei suoi confronti sono tratti dominanti della sua vita. Un giorno, le viene chiesto se abbia mai rifiutato qualche cosa alla Madonna: «No, risponde, non le ho mai rifiutato nulla di quello che pensavo le stesse a cuore.» La spiritualità della Legione è incentrata sulla devozione allo Spirito Santo e alla Vergine Maria. Franck Duff si è molto ispirato al “Trattato della Vera devozione alla Santa Vergine” di san Luigi Maria Grignion de Montfort. Questo santo vi mostra chiaramente che Maria conduce a Gesù: «È per mezzo della Santissima Vergine Maria che Gesù Cristo è venuto al mondo ed è ancora per mezzo di lei che deve regnare nel mondo…» (n. 1). Tra le qualità della vera devozione a Maria, egli sottolinea: «La vera devozione alla Santa Vergine conduce un’anima a evitare il peccato e a imitare le virtù della Santissima Vergine, in particolare la sua profonda umiltà, la sua viva fede, la sua obbedienza, la sua preghiera continua, la sua mortificazione…; essa rinsalda un’anima nel bene e la conduce a non abbandonare con facilità le sue pratiche di devozione; la rende coraggiosa nell’opporsi al mondo nelle sue abitudini e nei suoi principi, alla carne nelle sue inquietudini e passioni, nonché al demonio nelle sue tentazioni. In questo modo, una persona veramente devota alla Santa Vergine non è per nulla volubile, né afflitta, né scrupolosa o timorosa… Un autentico devoto… la ama e la serve fedelmente sia quando non prova gusto sensibile o è nell’aridità sia quando gusta la dolcezza e il fervore sensibili; la ama tanto sul Calvario quanto alle nozze di Cana. Oh! com’è gradito e prezioso agli occhi di Dio e della sua Santa Madre un simile devoto della Santa Vergine!» (nn. 108-110).

« Non sono pronti »

Nel 1937, mons. Riberi, il nunzio apostolico delle missioni africane, scrive una lettera ai trentatré vescovi di cui è incaricato, per elogiare la Legione. Raccomanda Edel e la sua azione. Quest’ultima esprime la propria gratitudine per questo gesto, coglie l’occasione per ampliare il suo apostolato e concepisce il progetto di recarsi in Uganda, paese dove le tradizioni ancestrali sono ancora più difficili da superare che in Kenia. Le viene detto che le persone non sono pronte a ricevere il Vangelo. Consapevole della brevità della vita, della sua in particolare, non si lascia fermare e riesce a fondare in questo paese molti gruppi ferventi, con grande gioia dei missionari che apprezzano questo prezioso aiuto.

Nel 1938, Edel contrae la malaria. I medici le prescrivono il riposo. Per la prima volta, questa malata cronica si riconosce vinta e prende qualche settimana di tranquillità, rimanendo però discreta su questo argomento nelle sue lettere a Dublino, per non allarmare i suoi superiori. Nonostante questa precauzione, la notizia li raggiunge e la invitano a venire a riposarsi in Irlanda per rimettersi in salute. Con gentilezza, lei declina l’offerta. Nel settembre del 1939, scoppia la guerra in Europa e alcuni prevedono il peggio in Africa. Edel scrive nei suoi appunti intimi: «Quale fiducia illimitata dobbiamo avere nell’amore divino. Non possiamo amare troppo. La debolezza che Egli ci lascia non deve impedirci di svolgere il nostro lavoro… Per quanto riguarda la mia opera, è ora che comincerà a essere veramente utile: la guerra impedirà che vengano inviati nuovi missionari.»

Nel gennaio 1940, su richiesta dell’arcivescovo di Port Louis, mons. Leen, ella si reca all’Isola Mauritius nonostante i rischi legati alla presenza di sottomarini tedeschi e di mine galleggianti. In cinque mesi, grazie alle raccomandazioni del prelato e all’aiuto dei parroci e dei missionari, fonda venti gruppi, che contano circa trecento legionari attivi, e un organo centrale, poi riparte per il continente africano. Si può affermare che abbia amato l’Isola Mauritius e se ne sia fatta amare, come in tutti i paesi in cui ha soggiornato. P. Margeot, direttore spirituale della Legione per l’isola, dirà: «La signorina Quinn era un’anima di sorprendente semplicità. Aveva raggiunto una grandissima unità interiore e sembrava totalmente abbandonata alla volontà di Dio.» All’arcivescovo, confiderà che gli piacerebbe, quando fosse giunto il momento, testimoniare al suo processo di canonizzazione.

In Tanzania, dove arriva nel settembre del 1940, molto stanca per il viaggio reso più lungo a causa della guerra, si mette subito al lavoro. Nessuno si rende conto della stanchezza che la opprime, perché risponde a tutte le sollecitazioni. Ma, nel marzo 1941, telegrafa a Dublino: «Attacco pleurite. Molto debole. Peso: trentaquattro chili. Impossibile continuare lavoro. Adesso, necessario riposo considerevole. Attendo istruzioni.» La risposta arriva: «Fa’ come credi!» Un medico le dice che, dopo tanto tempo trascorso ai tropici, è indispensabile che lei vada in un paese con clima temperato per rimettersi in salute; lei si decide per Johannesburg, nel Sudafrica. Ormai, frequenta soprattutto i sanatori e si prende un riposo relativo in comunità religiose. I primi sei mesi, rimane allettata, ma intensifica la sua vita spirituale, in particolare attraverso la devozione eucaristica. Nonostante le istruzioni provenienti da Dublino, continua la sua voluminosa corrispondenza. Sei mesi dopo il suo arrivo, Edel entra in un ospedale gestito dalle suore domenicane, dove potrà ricevere la Comunione ogni giorno. Il suo buon umore e la sua gentilezza la fanno amare da tutti. Nonostante la sua estrema magrezza, è straordinariamente vivace e allegra. Nell’autunno del 1942, ottenuto il permesso dai medici, ritorna a Nairobi. Il viaggio, reso complicato dalla guerra, durerà quasi tre mesi. Alloggia in un convento, ma riprende la sua opera nella misura in cui glielo permettono le sue forze, partecipando alle riunioni dei gruppi del Kenia e scrivendo molte lettere. La sua allegria riesce a nascondere un po’ il suo stato.

All’inizio del 1944, è nuovamente costretta al riposo assoluto, presso una comunità di suore irlandesi. Continua a fare per il futuro progetti di espansione, che altri realizzeranno. Il suo ultimo viaggio le permette di rimanere per un po’ più di un mese a Kisumu, sul lago Vittoria, a diciotto ore di treno. Ritornata più morta che viva, l’11 aprile, riprende il lavoro a Nairobi. Nonostante l’aggravarsi delle sue condizioni, rifiuta di far chiamare il medico: «Non voglio fare storie!» La sua ultima relazione a Dublino, inviata per posta il 4 maggio, vi giungerà solo dopo la sua morte. «Nei confronti di Maria, avere l’atteggiamento di un bambino verso la madre. Avere fiducia che farà ciò che è meglio», aveva scritto una volta. In queste disposizioni d’animo, riceve gli ultimi sacramenti, conservando abbastanza coscienza per associarsi interiormente alle preghiere. Dopo otto anni di lavoro in Africa, Edel Quinn muore a Nairobi, nel convento delle Suore del Prezioso Sangue, mormorando il Santo Nome di Gesù, il 12 maggio 1944, all’età di trentasette anni.

Beati, mille volte beati !

L’anima del vero devoto a Maria, scrive san Luigi Maria Grignion de Montfort, « ricorre a lei in tutte le sue esigenze del corpo e dello spirito, con grande semplicità, fiducia e tenerezza ; implora l’aiuto della sua buona Madre nei propri dubbi, per essere risollevata ; nelle sue tentazioni, per essere sostenuta ; nelle sue debolezze, per essere rafforzata ; nelle sue cadute, per essere rialzata ; nei suoi scoraggiamenti, per essere incoraggiata ; nei suoi scrupoli, per esserne liberata ; nelle sue croci, fatiche e nelle traversìe della vita, per essere consolata… Beati quindi e mille volte beati i cristiani che, ora, si aggrappano fedelmente e totalmente a Maria come a un’ancora salda. Gli effetti della tempesta di questo mondo non le faranno affatto sommergere, né faranno loro perdere i tesori celesti. Beati quelli che entrano in lei come nell’arca di Noè ! Le acque del diluvio di peccati, che annegano tanti, non nuoceranno loro, perché : Qui operantur in me non peccabunt : Coloro che sono in me per lavorare alla propria salvezza non peccheranno, ella dice con la Sapienza (Sir 24,30) » (Ibid., n° 175).

Chiediamo alla venerabile Edel Quinn di ottenerci la grazia di attingere nel Cuore della Vergine Maria, Madre della Chiesa, una grande sollecitudine per il destino eterno degli uomini del nostro tempo, redenti dal Sangue di suo Figlio!

Beata Maria Laura Mainetti

Beato Valentin Paquay

Beato Nicolas Sténon

Santa Philippine Duchesne