Blason  Abbazia San Giuseppe di Clairval

F-21150 Flavigny-sur-Ozerain

Francia


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15 novembre 2018
sant’Alberto Magno, Vescovo e Dottore


Carissimo Amico dell’Abbazia di San Giuseppe,

«A Fatima, diceva papa Francesco il 14 maggio scorso, la Vergine ha scelto il cuore innocente e la semplicità dei piccoli Francesco, Giacinta e Lucia, quali depositari del suo messaggio… Con la canonizzazione di Francesco e Giacinta, ho voluto proporre a tutta la Chiesa il loro esempio di adesione a Cristo e di testimonianza evangelica e anche ho voluto proporre a tutta la Chiesa di avere cura dei bambini. La loro santità non è conseguenza delle apparizioni, ma della fedeltà e dell’ardore con cui essi hanno corrisposto al privilegio ricevuto di poter vedere la Vergine Maria. Dopo l’incontro con la “bella Signora” – così la chiamavano –, essi recitavano frequentemente il Rosario, facevano penitenza e offrivano sacrifici per ottenere la fine della guerra e per le anime più bisognose della divina misericordia. » Lucia è rimasta sulla terra più a lungo dei suoi due cugini, come la Vergine glielo aveva annunciato.

Il 13 giugno 1917, infatti, durante la seconda apparizione della Madonna a Fatima, Lucia, la più grande dei tre pastorelli, chiede alla visitatrice celeste di portarli in Cielo. « Sì, risponde la Vergine, Giacinta e Francesco li porterò presto. Ma tu resterai qui per qualche tempo. Gesù vuole servirsi di te per farmi conoscere e amare. Vuole stabilire nel mondo la devozione al mio Cuore Immacolato. A chi abbraccerà questa devozione, prometto la salvezza. Queste anime saranno care a Dio come fiori da me posti per adornare il suo trono. » Qualche tempo ? Saranno per Lucia quasi novant’anni…

« Lo vogliamo !

Settima dei figli di Antonio e Maria Rosa dos Santos, Lucia (Lúcia in portoghese) nasce il Giovedì Santo 28 marzo 1907, nella frazione di Aljustrel, vicina a Fatima, nel centro del Portogallo. Riceve il Battesimo il Sabato Santo. Maria Rosa, donna dal cuore pieno di tenerezza, educa con fermezza i suoi figli e, poiché li ama molto, non tollera capricci. Nella primavera del 1913, Lucia fa la sua prima Comunione. Si sente invasa da una pace profonda : « Signore, fa’ di me una santa, dice nel profondo del suo cuore, mantieni il mio cuore sempre puro per Te solo ! » Le viene affidato il compito di condurre le pecore al pascolo ; a partire dal 1916, i suoi cugini Francisco e Jacinta si uniscono a lei. In quello stesso anno, per tre volte, essi vedono un angelo che li esorta a pregare molto e a fare sacrifici in riparazione per i peccati con cui Dio è offeso. Il 13 maggio 1917, la Santissima Vergine appare loro alla Cova da Iria, un terreno appartenente ai genitori di Lucia : « Volete offrirvi a Dio per sopportare tutte le sofferenze che Egli vorrà inviarvi, in atto di riparazione per i peccati con i quali è offeso e di supplica per la conversione dei peccatori ? – Sì, lo vogliamo. – Allora avrete molto da soffrire, ma la grazia di Dio sarà il vostro conforto. Dite il Rosario ogni giorno per ottenere la pace del mondo e la fine della guerra. »

Da quel momento, Lucia inizia a incontrare delle prove. Nonostante la sua promessa di mantenere il segreto sull’apparizione, Giacinta non ha potuto fare a meno di dire quello che ha visto. Messa al corrente, la famiglia di Lucia rifiuta di credere alla realtà delle apparizioni. Maria Rosa pensa che sua figlia menta e non può sopportarlo. A partire dal 13 giugno, molti curiosi vengono a interrogare Lucia : la loro invadenza disturba Maria Rosa. Inoltre, le coltivazioni della Cova da Iria sono danneggiate dai pellegrini, e di questo viene data la colpa a Lucia. Quanto al parroco, egli dichiara che le sue visioni potrebbero benissimo essere un inganno del demonio, il che la immerge in un grande tormento.

Scoraggiata da queste contraddizioni, Lucia sta per abbandonare tutto e dire che era solo una menzogna. Informa i cugini che non andrà più agli incontri fissati dall’apparizione celeste il 13 di ogni mese, perché ha paura che sia il demonio. Tuttavia, il 13 luglio, spinta da una forza misteriosa, Lucia passa a prendere i cugini per andare alla Cova da Iria. La bella Signora è fedele all’appuntamento. Per la terza volta, chiede la recita quotidiana del rosario e, per quanto possibile, in famiglia. Conferma che bisogna offrire sacrifici per la conversione dei peccatori e la riparazione degli oltraggi nei confronti del Cuore di Gesù e del suo Cuore Immacolato. Poi confida loro un segreto in tre parti. Mostra loro, con la visione dell’inferno, il terribile destino riservato ai peccatori impenitenti. Quindi dà agli uomini un mezzo per evitare questo male irreparabile : la devozione al suo Cuore Immacolato. Questa devozione potrà anche ottenere la pace tra le nazioni. La Madonna indica le drammatiche conseguenze per il mondo se non si aderirà alle sue richieste : scoppierà una nuova guerra e verranno persecuzioni dalla Russia, che diffonderà i suoi errori nel mondo intero. Invece, « se si ascoltano le mie richieste, dichiara la Vergine Maria, la Russia si convertirà e si avrà la pace ».

Friggere nell’olio

Il 13 agosto, i tre pastori non sono all’appuntamento. Di fronte alla portata assunta dagli eventi di Fatima, il governo anticlericale è preoccupato ; i bambini vengono condotti contro la loro volontà a Vila Nova de Ourèm. Lì, l’amministratore del distretto cerca di far loro confessare il segreto confidato dalla Signora ; arriva al punto di minacciare di gettarli in una caldaia di olio bollente se non obbediscono. Terrorizzati da questa minaccia, essi tuttavia non parlano. Vinto dal loro atteggiamento eroico, l’amministratore li riaccompagna a casa il 15 agosto. Il 19, la Madonna appare loro e dichiara che farà un miracolo in ottobre. « Pregate, pregate molto, dice, e fate sacrifici per i peccatori. Perché molte anime vanno all’inferno per il fatto che non hanno nessuno che si sacrifichi e preghi per loro. » Molti anni dopo, nel 1946, verrà chiesto a suor Lucia : « Qual è la richiesta principale della Madonna ? – Il sacrificio. – Che cosa intende Lei per sacrificio ? – Per sacrificio, la Madonna ha detto che intendeva il compimento leale del dovere di stato quotidiano di ciascuno. – Ma il Rosario non è importante ? – Sì, perché dobbiamo pregare per ottenere le forze per essere capaci di compiere il nostro dovere quotidiano. » Ella preciserà nel suo libro “Gli appelli del Messaggio di Fatima” : « Molti, pensando che la parola penitenza significhi grandi austerità, non sentendo in sé né le forze né la generosità per questo, si abbandonano ad una vita di tiepidezza e di peccato. »

Il 13 ottobre, l’apparizione celeste rivela il proprio nome : Nostra Signora del Rosario. Chiede la costruzione di una cappella in suo onore e insiste ancora sulla recita del rosario. Infine, con molta tristezza, aggiunge : « Non si offenda più Dio Nostro Signore, che è già troppo offeso ! » Mentre l’apparizione s’innalza nel cielo, Lucia esclama : « Guardate il sole ! » Avviene allora il segno miracoloso promesso per confermare la verità delle apparizioni. La pioggia abbondante cessa, le nuvole si disperdono, appare il sole : tutti possono guardarlo senza esserne abbagliati. Per tre volte, l’astro gira su se stesso, lanciando fasci di luce che proiettano diversi colori sulle persone e sul paesaggio. Improvvisamente, tutta la moltitudine, presa dalla paura, si mette a gridare : sembra che il sole si stacchi dal firmamento per cadere sulla terra ! Molti confessano allora ad alta voce i loro peccati, fanno atti di fede e di contrizione. Questa danza del sole venne osservata da 70.000 testimoni, in un raggio di 40 chilometri intorno a Fatima. Non può quindi trattarsi di un’illusione collettiva. Non appena è terminato il prodigio, le persone scoprono che i loro abiti, prima fradici, sono perfettamente asciutti.

« La Vergine, presagendo e avvertendoci sul rischio dell’inferno a cui conduce una vita – spesso proposta e imposta – senza Dio e che profana Dio nelle sue creature, è venuta a ricordarci la Luce di Dio che dimora in noi e ci copre », diceva papa Francesco (ibid.). Il messaggio di Fatima è, in effetti, quello di una Madre preoccupata del bene di ciascuno dei suoi figli ai quali ricorda che il più grande male dell’uomo è il peccato che conduce all’inferno e provoca le guerre. « Agli occhi della fede, insegna il Catechismo della Chiesa Cattolica, nessun male è più grave del peccato, e niente ha conseguenze peggiori per gli stessi peccatori, per la Chiesa e per il mondo intero » (CCC 1488). Maria ci invita tutti a metterci sotto la protezione del suo Cuore Immacolato per vivere nella luce di Dio e ottenere la pace del mondo.

Ormai sola

Il 4 aprile 1919, Francesco, colpito dall’influenza spagnola, lascia questo mondo ; Giacinta muore dello stesso male il 20 febbraio 1920. Lucia si ritrova sola a svolgere la missione che il Cielo le ha affidato. Nel giugno 1921, incontra mons. da Silva, vescovo di Leiria, che diventa un padre per lei. Per proteggerla dai curiosi, il prelato ritiene necessario mandarla a proseguire i suoi studi presso il collegio delle suore Dorotee, a Vilar, un sobborgo di Oporto. Il 15 giugno, Lucia, quattordicenne, lascia definitivamente Fatima. Inginocchiata un’ultima volta alla Cova da Iria, piange e chiede perdono alla Madonna perché non si sente capace di offrirle il sacrificio della sua partenza. La Santa Vergine le appare allora e la incoraggia, secondo la sua promessa : « Non ti abbandonerò mai, le aveva detto il 13 giugno 1917. Il mio Cuore sarà il tuo rifugio e la via che ti condurrà a Dio. » A Oporto, Lucia riceve un nuovo nome : Maria das Dores (dei Dolori). “Dores”, come viene chiamata, non ha il diritto di parlare delle apparizioni, né del suo villaggio, né della sua famiglia, il che è incomprensibile per le sue compagne e le attira molte umiliazioni. Sopporta però tutto in silenzio, e offre con amore le spine che incontra, ripetendo la preghiera appresa dalla Madonna : « O Gesù, è per amor Tuo, per la conversione dei peccatori e in riparazione dei peccati commessi contro il Cuore Immacolato di Maria. » Qui, lei non è più la famosa veggente di Fatima, ma un’allieva qualsiasi. C’è tuttavia un “non so che” in lei che le conferisce un’ascendente sulle sue compagne, la fa rispettare e amare, anche dalle maestre. Dotata per gli studi, Dores vorrebbe andare al liceo, ma non le è possibile farlo senza rivelare la sua identità. Si scatena allora una tempesta nella sua anima : desidera studiare per trasmettere meglio il messaggio affidatole dal Cielo e vuole riprendere in mano le redini della propria vita. Sfoga il suo dolore davanti al tabernacolo : « Non essere triste », le dice Gesù, non studierai, ma ti darò la mia Sapienza. Il messaggio è affidato alle cure della mia Gerarchia. »

« Cerca di consolarmi ! »

Il 26 agosto 1923, Dores viene accolta tra le Figlie di Maria e si consacra interamente a Dio con il voto privato di castità perpetua. Durante l’estate, trascorre le vacanze in campagna, nell’entourage di mons. da Silva, a cui apre il proprio cuore. Per l’estate del 1925, Maria Rosa raggiunge la figlia ; Lucia ottiene allora il suo consenso per diventare suora. Dal tempo delle apparizioni, si sente attratta dal Carmelo, ma viene persuasa che non ha la salute per questo e che farebbe meglio a entrare presso le suore Dorotee, dedite all’insegnamento. Lucia lascia Oporto, il 25 ottobre, per andare come postulante presso queste suore a Pontevedra, nella Galizia spagnola. Sei settimane dopo il suo arrivo, il 10 dicembre 1925, le appaiono la Santa Vergine e il Bambino Gesù : « Abbi compassione del Cuore della tua Santissima Madre », dice il Bambino Gesù. La Madonna aggiunge : « Vedi, figlia mia, il mio Cuore circondato dalle spine che gli uomini ingrati vi configgono in ogni istante con le loro bestemmie e le loro ingratitudini. Tu, almeno, cerca di consolarmi, e di’ che prometto di assistere nell’ora della morte, con tutte le grazie necessarie per la salvezza della loro anima, tutti coloro che, per cinque mesi, il primo sabato, si confesseranno, riceveranno la santa Comunione, reciteranno il Rosario e mi terranno compagnia per quindici minuti, meditando i suoi quindici misteri, in spirito di riparazione. »

Nel luglio del 1926, Lucia entra nel noviziato a Tuy (Spagna) e riceve l’abito, il 2 ottobre, con il nome di suor Maria das Dores. Su richiesta del suo confessore, mette per iscritto la sua testimonianza sulla pratica dei primi cinque sabati del mese ; questo testo rivela di nuovo la volontà di Dio di instaurare nel mondo la devozione al Cuore Immacolato di Maria. Il 3 ottobre 1928, nonostante la sua persistente attrazione per la vita di clausura, suor Dores pronuncia i suoi primi voti presso le suore Dorotee. Una delle sue attività principali è la cura della biancheria, in cui eccelle ; sa infatti cucire molto bene, e fa tutto con grande perfezione.

Suor Dores ha ricevuto il permesso di rimanere da sola nella cappella ogni giovedì notte dalle 11 a mezzanotte. Nella notte del 13 giugno 1929, la cappella s’illumina : sull’altare appare una Croce di luce che s’innalza fino al soffitto. Sotto il braccio destro della Croce si trova la Madonna che tiene il suo Cuore Immacolato nella mano sinistra : « È giunto il momento, dice, in cui Dio chiede al Santo Padre di fare, in unione con tutti i vescovi del mondo, la consacrazione della Russia al mio Cuore Immacolato. Egli promette di salvarla con questo mezzo. » Il 29 maggio 1930, Nostro Signore le comunica che bisogna chiedere al Santo Padre l’approvazione della devozione dei primi sabati del mese e la consacrazione della Russia, che non è stata fatta. In quello stesso anno, il 13 ottobre, mons. da Silva proclama solennemente, davanti a più di 100.000 fedeli riuniti alla Cova da Iria, l’origine divina delle apparizioni.

Un altro martirio

Suor Dores fa la sua professione perpetua il 3 ottobre 1934. Inviata poco dopo a Pontevedra, qui vive i primi mesi della rivoluzione comunista spagnola, prima di tornare a Tuy. È disposta ad accettare il martirio se Dio vuole farle questa grazia. « Mi riservò, dirà in seguito, un altro martirio, che a volte non è più facile, il lento martellamento della rinuncia che crocifigge e immola. » Durante gli anni della seconda guerra mondiale, i viveri scarseggiano e le suore soffrono la fame. Tuttavia, il Portogallo rimane preservato dal flagello della guerra, come Lucia aveva scritto al Santo Padre, il 2 dicembre 1940 : « Nostro Signore promette, per riguardo alla consacrazione che i vescovi portoghesi hanno fatto della nazione al Cuore Immacolato di Maria, una protezione speciale al nostro paese durante questa guerra e che questa protezione sarà prova delle grazie che concederebbe alle altre nazioni se fossero similmente consacrate. » Il 31 ottobre 1942, papa Pio XII consacra la Chiesa e il mondo al Cuore Immacolato di Maria, citando la Russia in modo allusivo. Il 4 maggio 1943, suor Dores scrive : Nostro Signore « promette la fine della guerra entro breve tempo, per riguardo all’atto che si è degnato fare Sua Santità. Ma, poiché è stato incompleto, la conversione della Russia è rimandata ». Il 25 marzo 1984, san Giovanni Paolo II, in unione con tutti i vescovi del mondo, rinnoverà questa consacrazione. Suor Lucia scriverà allora che questo atto è stato fatto così come l’aveva voluto la Madonna.

Tra il 1935 e il 1941, su richiesta di mons. da Silva, suor Lucia scrive quattro memorie. Vi è rivelato tutto su Fatima, ad eccezione della terza parte del segreto. Nel 1943, il prelato esprime il desiderio che lei metta questa per iscritto. Molto imbarazzata, la suora ricorre a Maria che, il 2 gennaio 1944, le dà il permesso di scrivere, precisando che questo testo non potrà essere divulgato prima del 1960. Dopo tale data, molti chiederanno la rivelazione del terzo segreto, ma suor Lucia dirà : « Se solo le persone vivessero ciò che è più importante, quello che è già stato detto ! Si occupano solo di ciò che resta da dire, invece di fare quello che è stato richiesto : preghiera e penitenza ! »

Nel maggio del 1946, suor Dores ritorna a Oporto. Il 21, ha la gioia di fare un pellegrinaggio a Fatima. Poco dopo, scrive : « Le moltitudini mi correvano dietro alla ricerca del soprannaturale che non trovano nel mondo. Voglio quindi che i miei passi lascino orme di luce per indicare loro con la fede la via del Cielo. » Il suo desiderio di entrare nel Carmelo si fa sempre più pressante : « Non è che io pensi di trovare nel Carmelo una vita piena di rose. No, penso anzi che se ne raccoglierò una, avrà forse spine più pungenti… Quello che voglio trovare nel Carmelo sono i muri di clausura che mi mettano al riparo dalla marea smisuratamente grande di sguardi curiosi e indiscreti, per avere una vita di raccoglimento e d’intimità più intensa con il Signore. » Nel 1947, confida segretamente questo desiderio a Pio XII. Il Papa vi discerne la volontà di Dio e le concede l’autorizzazione a realizzarlo : ella entra quindi nel Carmelo di Coimbra il Giovedì Santo 25 marzo 1948 e vi prende l’abito di carmelitana il 13 maggio. Il 31 maggio 1949, festa di Maria Mediatrice di tutte le grazie, fa la sua professione solenne e riceve il nome di suor Maria Lucia di Gesù e del Cuore Immacolato. Con gli occhi sempre fissi su Maria, si lascia condurre fino a Dio Trinità d’Amore, in una vita di fede che attraversa momenti di fitte tenebre.

La gioia delle consorelle

In comunità, suor Maria Lucia vive con semplicità, senza farsi notare. Con il suo aspetto gioviale, il suo largo sorriso e la sua grande facilità per le battute di spirito, fa la gioia delle consorelle durante le ricreazioni. Non volendo fare un passo che non sia segnato dal sigillo di Dio, obbedisce alle sue superiore con grande delicatezza di coscienza. Sempre disponibile, accetta o lascia qualsiasi incarico secondo quanto le viene richiesto. Tuttavia, al Carmelo, non riesce a sfuggire totalmente alle visite. Queste le pesano : esse sono, dichiara, « un pezzo della mia croce, ma fanno anche parte della missione che Dio mi ha affidata ; nemmeno in Cielo mi lasceranno in pace, ma là le riceverò con più generosità, perché non ci sarà più pericolo di turbare l’unione della mia anima con Dio… » In seguito, le persone che vorranno incontrare suor Lucia dovranno avere l’autorizzazione della Santa Sede. Tuttavia, ella resterà molto impegnata dalla sua voluminosa corrispondenza : da tutte le parti del mondo, si implora la sua preghiera per il sollievo di sofferenze fisiche o morali.

Suor Lucia tornerà a Fatima quando i papi Paolo VI e poi san Giovanni Paolo II vi si recheranno in pellegrinaggio. Nell’anno 2000, all’annuncio della beatificazione dei suoi cugini, Francesco e Giacinta, il suo cuore vibra di un nuovo slancio, tanto ha desiderato questo evento, preparato grazie alle sue testimonianze. Ma la sua salute comincia a deteriorarsi : arriva al punto di non poter più camminare e di spostarsi solo in sedia a rotelle. La sua serenità e il suo buon umore non ne sono intaccati, anche se confessa : « Nessuno vuole morire giovane, ma costa molto essere vecchia ! » A partire dal novembre del 2004, non lascia più la sua cella. Il 10 febbraio 2005, in occasione di un’intensa sofferenza, pronuncia le sue ultime parole : « Offro per il Santo Padre », poi entra, per i suoi ultimi giorni, in un profondo silenzio. La mattina del 13, riceve la benedizione di san Giovanni Paolo II, inviata per mezzo di un fax che lei stessa può leggere : « Reverenda suor Lucia di Gesù e del Cuore Immacolato, vengo per riaffermare la mia affettuosa unione, con un ricordo particolare della Sua persona al Dio di tutte le consolazioni, così che possa superare con serena rassegnazione e meritoriamente questi momenti di prova, unita al Cristo Redentore e lasciarsi illuminare dalla sua Pasqua… » Alla sera, alla presenza del vescovo di Coimbra e dell’intera comunità, suor Lucia si spegne tranquillamente, gli occhi fissi sul crocifisso che tiene la sua madre Priora. Il governo del Portogallo dichiara una giornata di lutto nazionale, in occasione del suo funerale celebrato nella cattedrale di Coimbra, il 15 febbraio ; l’edificio risulta del resto troppo piccolo per ospitare la folla. Il corpo di suor Lucia viene inumato nel chiostro del Carmelo prima della sua traslazione a Fatima, l’anno successivo, il 19 febbraio 2006. L’inchiesta diocesana per la sua beatificazione è stata solennemente chiusa il 13 febbraio 2017.

Seguendo l’esempio di suor Lucia, consacriamoci al Cuore Immacolato di Maria, per vivere sotto lo sguardo della nostra Madre dei Cieli finché il Signore ci lascerà qui su questa terra.

Dom Antoine Marie osb

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