Blason  Abbazia San Giuseppe di Clairval

F-21150 Flavigny-sur-Ozerain

Francia


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29 dicembre 2015
san Tommaso Becket, vescovo e martire


Carissimo Amico dell’Abbazia di San Giuseppe,

Carissimi Amici,

Il 5 luglio 1852, padre Ernest André, giovane parroco di Mesnil-Saint-Loup, un villaggio povero della diocesi di Troyes (Francia), viene ricevuto in udienza privata dal beato Pio IX. Inginocchiato ai suoi piedi, chiede?: «?Santo Padre, volete dare alla Santissima Vergine onorata nella nostra chiesa il nome di Nostra Signora della Santa Speranza???» A queste parole, il Papa solleva la testa, poi, dopo un momento di riflessione, appare pieno di gioia e dice con una nota intensa di soddisfazione?: «?Nostra Signora della Santa Speranza, sì?!?»

Nostra Signora della Santa Speranza, in pochi anni, sotto l’impulso del suo pastore, non solo trasformerà la parrocchia di Mesnil-Saint-Loup, ma diffonderà le sue grazie anche ben oltre il villaggio.

Ernest André, che rimarrà noto come padre Emmanuel, nasce il 17 ottobre 1826 a Bagneux-la-Fosse, nel dipartimento dell’Aube. All’età di nove anni, il bambino viene colpito da una febbre tifoide che lo conduce alle soglie della morte. Dopo quaranta giorni in cui rimane quasi privo di conoscenza, guarisce come per miracolo. Poco dopo, esprime il desiderio di essere sacerdote. Nel 1839, Ernest entra nel seminario minore. Il sacramento della Cresima, ricevuto alla fine del primo anno, lo segna profondamente?; in seguito, nei suoi insegnamenti, sottolineerà spesso il ruolo dello Spirito Santo nella vita del cristiano. I suoi anni di formazione presso il seminario maggiore si situano all’epoca in cui un respiro missionario dilatava il cattolicesimo francese. Alcuni compagni di studio di padre André lasciano il seminario per entrare tra i Fratelli Maristi o i Padri di Picpus per l’evangelizzazione delle terre lontane. Anch’egli vibra di questo ardore. Tuttavia, è alla missione più classica di pastore di una parrocchia della sua diocesi che egli finirà con il consacrarsi. Dopo gli anni bui della Rivoluzione, non c’è forse da ricostituire una cristianità nella Francia stessa??

«?Non resterà con noi?»

Ordinato prete il 22 dicembre 1849, padre André viene nominato, a ventitré anni, parroco di Mesnil-Saint-Loup, parrocchia di trecentocinquanta anime, situata venti chilometri a ovest di Troyes. Il 24 dicembre, il nuovo parroco arriva a Mesnil. Scorgendo un abitante del paese, gli chiede la strada per la chiesa?; mentre lo accompagna, l’uomo fa ingenuamente la propria confessione e quella di tutto il paese?: «?Vedete, signore, qui non siamo molto devoti?: oh?! per la Messa, non manchiamo?; ma ci piace molto, dopo la Messa, andarci a bere un goccetto.?» A sentire il nuovo parroco cantare la Messa di mezzanotte, i parrocchiani si dicono?: «?Ecco uno che canta troppo bene, non resterà con noi.?» Ma, in realtà, rimarrà a Mesnil-Saint-Loup cinquantatré anni. In questo villaggio in cui la gente vive poveramente, la pratica religiosa è abituale, se ci si limita a considerare il numero di persone che partecipano alla Messa e ai Vespri della domenica. Ma il dovere della Comunione pasquale è assolto praticamente solo dalle donne. Padre André, nell’intensità della sua fede e nell’ardore del suo zelo pastorale, non può accontentarsi del minimo. Egli vuole di più, e soprattutto di meglio?: cristiani ferventi, desiderosi di abbeverarsi alla fonte dei sacramenti, che si nutrano della Parola di Dio e diano un vero posto alla preghiera nella loro vita quotidiana. Il giovane parroco si mette subito all’opera?: visite ai parrocchiani, in particolare ai malati, catechismi, preparazione delle prime Comunioni. Il suo buon umore, il suo entusiasmo, la sua risata franca e sonora già riscaldano i cuori. Tutta la sua persona emana un’esuberanza di vita che chiede solo di prodigarsi per la salvezza delle anime?; ma il sacerdote si rende conto ben presto che il raccolto non si fa all’indomani della semina. Constata che, tra i comunicandi preparati l’anno precedente dal suo predecessore, pochi hanno perseverato nella vita sacramentale?; avrà egli più successo nel 1850?? Vi mette tutto il suo zelo?: «?Un impegno della vita è, dice, cosa seria?; voi appartenete a Gesù Cristo.?» Tuttavia, alcuni ragazzi desistono. Le ripetute esortazioni del giovane sacerdote, la sua partecipazione ai loro giochi ne riconquistano qualcuno. Ma tutto questo rimane fragile.

Nel giugno del 1852, padre André intraprende un pellegrinaggio a Roma. Durante il viaggio, mentre dice il suo rosario, è colto interiormente da un pensiero che lo riempie di gioia e di emozione?: Maria è Madre della Santa Speranza, secondo l’espressione biblica (cfr. Sir 24,18). Egli riceve nello stesso tempo la certezza che dovrà, una volta arrivato a Roma, chiedere al Papa di dare il nome di “Nostra Signora della Santa Speranza” alla statua della Vergine della sua chiesa, e di istituire una festa in suo onore. Il consenso del Papa, pensa egli a ragione, sarà il segno che questa ispirazione gli è data dal cielo. Contro ogni aspettativa, ottiene immediatamente da Pio IX il permesso di celebrare una festa liturgica in onore di Nostra Signora della Santa Speranza, nella quarta domenica di ottobre. Questa festa sarà accompagnata, nel 1854, da un’indulgenza plenaria. Il ruolo di Pio IX nell’instaurazione del culto di Nostra Signora della Santa Speranza non ha nulla di fortuito?: è fondamentale. È il Santo Padre, personalmente, ad aver donato Nostra Signora della Santa Speranza alla parrocchia di Mesnil-Saint-Loup. Egli stesso manifesta una grande devozione per la Vergine Maria fin dalla sua tenera infanzia?: il giorno stesso della sua nascita e del suo battesimo, il 13 maggio 1792, Giovanni Maria Mastai era stato consacrato dai suoi genitori a una Madonna, chiamata Nostra Signora della Speranza. Pio IX sarà anche il Papa dell’Immacolata Concezione, di cui proclamerà il dogma nel 1854.

“La preghiera che si piange”

Di ritorno nella sua parrocchia, il parroco mantiene per qualche tempo il segreto sui favori che ha ottenuto dal Santo Padre, riservandosi di proclamarli in occasione della solennità dell’Assunta. In un sermone memorabile, lasciando prorompere la sua gioia e la sua fiducia filiale in Maria, padre André rivolge alla Vergine una serie di invocazioni, una delle quali commuove più delle altre i suoi parrocchiani?: Nostra Signora della Santa Speranza, convertiteci?! Semplice formula che la pietà dei fedeli fa sua?; la ripeteranno pregando e piangendo, al punto che verrà coniata l’espressione “piangere la piccola preghiera”. Il parroco non chiede ai suoi parrocchiani di convertirsi, ma chiede a Maria di ottenere da suo Figlio la loro conversione. La vita cristiana è una conversione permanente?; e questa conversione è un dono ricevuto attraverso la preghiera.

La prima è quella di Ernest André stesso, trasformato in operaio illuminato ed efficace?: «?Prima della Santa Speranza, dirà, procedevo a caso, non sapevo?; con lei ho trovato un punto fermo, ho visto, ho capito.?» E, alla scuola di Maria, il sacerdote diventerà un pastore e un impareggiabile formatore di cristiani. A partire da quel giorno, l’immensa potenza di conversione della Santa Vergine, omnipotentia supplex (l’onnipotenza supplice, espressione dei Padri della Chiesa), si manifesta in modo eclatante. La domenica 22 ottobre 1852, la prima festa di Nostra Signora della Santa Speranza viene celebrata in modo molto semplice, ma con grande esultanza. Non si aveva l’abitudine di fare la comunione in una domenica ordinaria?; il parroco insiste, le donne si arrendono senza troppe difficoltà, ma i giovani che ha radunato attorno a sé avranno il coraggio di accostarsi pubblicamente ai sacramenti?? La maggior parte vengono a confessarsi a un’ora piuttosto tarda?: il rispetto umano li trattiene ancora. Ma il giorno dopo fanno la comunione alla Messa Solenne davanti a tutti. È la prima vittoria di Nostra Signora della Santa Speranza. Su Mesnil-Saint-Loup spira allora un vento nuovo che non è altri che lo Spirito Santo. La grazia del Battesimo nascosta nel profondo dei cuori riemerge in tutta la sua freschezza e la sua forza.

Ristabilire le vere nozioni

«Per ristabilire il cristianesimo nei costumi, commenta padre André, è necessario innanzitutto ristabilirne le vere nozioni negli spiriti. Tutto il cristianesimo consiste nel sapere e nel riconoscere praticamente quello che abbiamo perso in Adamo, e quello che abbiamo ricevuto in Gesù Cristo?; dottrina sul peccato originale e le sue conseguenze da un lato, sulla grazia e la sua necessità dall’altro.?» E, in seguito, egli preciserà in che cosa consista la conversione?: «?L’opera di Nostra Signora della Santa Speranza, a Mesnil-Saint-Loup, era semplicemente la restaurazione del cristianesimo, e questo tra uomini battezzati. Qui come altrove, tutto, o quasi, era invaso da quel freddo e gretto naturalismo che non permette all’uomo di elevare i suoi pensieri al di sopra di ciò che sente. Qui come altrove, la ragione umana – e quale ragione?! –, prevaleva sulla ragione divina, vale a dire sulla fede. La grazia di Nostro Signore Gesù Cristo era una sublime sconosciuta… Tutte le virtù cristiane erano ignorate e sostituite da quella virtù altrettanto facile che universale che il mondo chiama l’onestà. Nostra Signora della Santa Speranza arrivò, e fin dal primo momento tutte le anime compresero che sarebbe diventato indispensabile un grande cambiamento. Le pratiche esteriori del culto sarebbero state riconosciute come insufficienti?; le motivazioni interiori avrebbero dovuto subire cambiamenti fondamentali?; l’’amore di Dio avrebbe smesso di consistere in una formula?; lo Spirito del Signore stava per soffiare su ossa inaridite, e far sorgere un popolo nuovo (cfr. Ez 37).?»

Papa Francesco, nelle sue catechesi sui doni dello Spirito Santo, spiega il ruolo dello Spirito Santo e l’importanza del dono del timore che non è privo di legami con la virtù della speranza. «?Per il timore filiale in effetti, noi non temiamo che ci venga a mancare quanto speriamo di ottenere con l’aiuto divino, ma temiamo di sottrarci a questo aiuto. Perciò il timore filiale e la speranza sono uniti tra di loro e si perfezionano a vicenda?» (San Tommaso d’Aquino, Summa theologiæ, IIa-IIæ, q. 19, a. 9, ad 1um). «?Quando lo Spirito Santo, dice il Papa, prende dimora nel nostro cuore, ci infonde consolazione e pace, e ci porta a sentirci così come siamo, cioè piccoli, con quell’atteggiamento – tanto raccomandato da Gesù nel Vangelo – di chi ripone tutte le sue preoccupazioni e le sue attese in Dio e si sente avvolto e sostenuto dal suo calore e dalla sua protezione, proprio come un bambino con il suo papà?! Questo fa lo Spirito Santo nei nostri cuori?: ci fa sentire come bambini nelle braccia del nostro papà. In questo senso, allora, comprendiamo bene come il timore di Dio venga ad assumere in noi la forma della docilità, della riconoscenza e della lode, ricolmando il nostro cuore di speranza. Tante volte, infatti, non riusciamo a cogliere il disegno di Dio, e ci accorgiamo che non siamo capaci di assicurarci da noi stessi la felicità e la vita eterna. È proprio nell’esperienza dei nostri limiti e della nostra povertà, però, che lo Spirito ci conforta e ci fa percepire come l’unica cosa importante sia lasciarci condurre da Gesù fra le braccia di suo Padre. Ecco perché abbiamo tanto bisogno di questo dono dello Spirito Santo. Il timore di Dio ci fa prendere coscienza che tutto viene dalla grazia e che la nostra vera forza sta unicamente nel seguire il Signore Gesù e nel lasciare che il Padre possa riversare su di noi la sua bontà e la sua misericordia. Aprire il cuore, perché la bontà e la misericordia di Dio vengano a noi. Questo fa lo Spirito Santo con il dono del timore di Dio?: apre i cuori. Cuore aperto affinché il perdono, la misericordia, la bontà, le carezza del Padre vengano a noi, perché noi siamo figli infinitamente amati. (Udienza generale dell’11 giugno 2014).

La confraternita della Preghiera Perpetua

Negli anni 1852-1860, non passano feste pasquali, feste del mese di maggio, o festa di Nostra Signora della Santa Speranza, senza che si verifichino conversioni autentiche, che riconducono delle anime a Dio separandole radicalmente dalla vita mondana. La frequentazione dei sacramenti aumenta, e si vedono uomini aggiungersi alle donne per pregare il rosario. Nel 1853, nonostante l’opposizione di alcuni parrocchiani, viene innalzato nella chiesa un altare a Nostra Signora della Santa Speranza. In quello stesso anno, viene eretta una confraternita per la recita della piccola preghiera. Affinché possa essere sgranata nel corso delle ore della giornata in una preghiera perpetua, i membri, a serie di dodici, s’impegnano a dire, ognuno a una determinata ora, un’Ave Maria preceduta e seguita dall’invocazione?: Nostra Signora della Santa Speranza, convertiteci?! Padre André vuole membri fedeli e ferventi piuttosto che numerosi.

Lo sviluppo sarà tuttavia rapido?: se, alla fine del 1854, si contano ancora solo duecentosettantadue iscritti, questi diventeranno più di quattromila nel dicembre 1855. Nel 1856, il parroco di Notre-Dame-des-Victoires a Parigi, padre Desgenettes, dichiara, parlando dell’opera di Nostra Signora della Santa Speranza?: «?Vengono sollevate tutte queste tempeste contro l’opera solo perché è ben radicata nella roccia di san Pietro. È un giovane albero che diventerà grande e forte, perché le sue radici sono penetrate nella roccia per attingervi la linfa cattolica alla sua fonte.?» In effetti, la Preghiera Perpetua s’irradia rapidamente al di là della parrocchia?; alcuni membri si presentano da tutta la Francia e perfino dall’estero. Incoraggiata da diversi brevi della Santa Sede, la Preghiera Perpetua verrà eretta ad arciconfraternita, il 27 agosto 1869. Meno di dieci anni dopo, l’associazione conterà centomila membri. Il 25 marzo 1877, inizierà a uscire il Bollettino mensile di Nostra Signora della Santa Speranza.

La metamorfosi della parrocchia di Mesnil è opera della Madonna?; ma il parroco vi coopera egli stesso con grande zelo. «?Ho bisogno, dice, dei cristiani così come li ha fatti il Battesimo. Essi esistono in germe?; li coltiverò e ne otterrò un buon raccolto. Ho bisogno che siano tali, perché è così che Dio li vuole?: e io sono il cooperatore della sua grazia. Non tollererò la mescolanza dello spirito del mondo che deforma il cristiano, che lo sminuisce, e, anche sotto certe apparenze religiose, lo uccide del tutto. Cristiani tutti di un pezzo, cristiani del Vangelo, cristiani che, lungi dall’ostentare un’ignoranza calcolata, cerchino la luce, al fine di mettersi in pieno accordo con la luce?: ecco il mio programma.?»

Per questo, padre André istituisce delle conferenze la domenica pomeriggio?; sarà sua cura costante istruire i suoi fedeli, illuminare la loro fede. Commenta i libri della Sacra Scrittura, la liturgia, i sacramenti. Arriva fino a insegnare loro i rudimenti del latino perché capiscano i canti della Messa e i Salmi?: perché la domenica e i giorni festivi, molti parrocchiani vengono in chiesa a cantare una parte dell’Ufficio divino (Lodi, Vespri e Compieta). Le istruzioni sono intervallate da giochi in piazza, e la giornata della domenica si conclude con una preghiera della sera il cui scopo è dichiarato?: mettere fine ai balli e combattere l’influenza del cabaret. In effetti, dopo qualche anno, cabaret e ballo scompariranno dal paesaggio di Mesnil. La conversione si manifesta anche nella modestia dell’abito. Il pastore fa guerra alla vanità e agli abbigliamenti sconvenienti?: «?La modestia, dice, è uno dei segni della presenza dello Spirito Santo in un’anima. Gli uomini hanno difficoltà in generale ad essere casti se le donne non sono modeste.?» Nel 1878, riunirà le donne più determinate nella “Società di Gesù incoronato di spine”.

La “vendetta” di Maria

Sarebbe tuttavia errato pensare che questo movimento non abbia incontrato opposizione. Alcuni, nel villaggio, non vogliono saperne di Nostra Signora della Santa Speranza?: giovani libertini creano una “seconda parrocchia” in una scuderia trasformata in sala da ballo, dove parodiano le cerimonie del culto. La Madonna si vendica a modo suo?: una domenica del mese di Maria del 1854, mentre questi giovani stanno andando a divertirsi, l’animatore della comitiva si ferma di colpo e decide di ritornare indietro.Gli scherni dei compagni non hanno presa su di lui. Dichiarerà in seguito?: «?Era come se mi fosse caduta sulla testa la medaglia della Santa Vergine.?» Si mette a dire il rosario, poi, nel mese di ottobre, si confessa. Infine, si fa monaco nell’abbazia di La Pierre-qui-Vire.

Nonostante questi segni, padre André non otterrà, a quanto pare, l’adesione unanime dei suoi parrocchiani. Eppure, in tutta la diocesi e da più lontano ancora, accorrono le persone, attratte dalla fama di Nostra Signora della Santa Speranza, dal clima di preghiera che la circonda, dalla bellezza della celebrazione della sua ricorrenza. A poco a poco, la festa della quarta domenica di ottobre diventa oggetto di un pellegrinaggio, e affluiscono le iscrizioni alla Preghiera Perpetua. Nel suo bollettino del novembre 1878, il parroco scriverà?: «?Si va in pellegrinaggio là dove c’è una sorgente, una sorgente miracolosa. Qualche settimana fa, è venuto un povero. Arrivava da lontano, armato di due stampelle. Ci ha chiesto l’elemosina e ci ha fatto queste sue piccole riflessioni. “Ah?! si viene qui in pellegrinaggio?? – Sì, nel mese di ottobre. – Ah?! così avete una sorgente??” Ecco la vera buona spiegazione del pellegrinaggio a Nostra Signora della Santa Speranza. Quante anime che hanno sete della grazia di Dio, delle consolazioni dall’alto, e che vengono qui credendo di trovarvi una sorgente?! E di tutti quelli che vi sono venuti, nessuno ha mai detto?: sono stato ingannato nella mia aspettativa. Sì, vi è una fonte in Nostra Signora della Santa Speranza, in colei che la Chiesa chiama Mater, fons amoris?: Maria è madre, madre e sorgente di amore.?» Ai piedi della Madonna, i pellegrini depongono degli ex voto?: «?Grazie a Nostra Signora della Santa Speranza, che mi ha convertito. – Mi ha tolto dalla vanità.?» È proprio questa la grazia specifica di tale devozione?: Maria vi si rivela l’onnipotente convertitrice, la Regina dei cuori.

Vita monastica

L’affluenza dei pellegrini e le cattive condizioni della chiesa parrocchiale inducono a intraprendere la costruzione di un nuovo santuario. Il cantiere durerà un decennio. La Santa Vergine non si limita a questo, colmerà anche i desideri più cari di padre André. Quest’ultimo aveva sempre avuto un’attrattiva per la vita monastica. Nel 1864, riesce a fondare, nel villaggio stesso, un piccolo monastero, e prende allora il nome di padre Emmanuel. Nel 1886, il monastero si unisce con la Congregazione benedettina italiana di Monte Oliveto. Sollevato a partire dal 1899 dalla cura pastorale della sua parrocchia, padre Emmanuel assiste con profondo dolore, nel 1901, allo scioglimento della sua comunità, oggetto, come tante altre, dei rigori laicisti. Quando muore, il 31 marzo 1903, il monastero viene messo in liquidazione giudiziaria. Una comunità vi si riunirà nuovamente nel 1920. Nel 1948, i monaci partiranno per ridar vita all’abbazia di Le Bec-Hellouin. Un gruppo di monaci ritornerà a Mesnil nel 1976. Se la vita di padre Emmanuel si è conclusa così nello spogliamento, la devozione a Nostra Signora della Santa Speranza, il pellegrinaggio e la parrocchia rimangono ben vivi.

Nel 1923, la diocesi di Troyes ottiene da Roma che la festa di Nostra Signora della Santa Speranza venga celebrata ogni anno, in tutta la diocesi, il 23 ottobre. L’arciconfraternita conta più di centocinquantamila membri e il vescovo constata che la Preghiera Perpetua continua a fare molto bene. Ancora oggi, ci si può associare all’arciconfraternita della Preghiera Perpetua rivolgendosi alla casa parrocchiale (Place du Père Emmanuel, 10190 Mesnil-Saint-Loup).

Il 6 luglio 1952, a Mesnil-Saint-Loup, diversi vescovi commemorano il centenario dell’arciconfraternita, giornata di azione di grazie perché per cento anni Nostra Signora della Santa Speranza ha convertito innumerevoli anime. Per i centocinquanta anni, il 7 luglio 2002, è stata celebrata una Messa per rendere grazie per tutti i benefici e chiedere che questi frutti si perpetuino.

A noi, che viviamo oggi «?in un mondo senza speranza?» (Benedetto XVI, Spe salvi, n. 42), la Madre della Santa Speranza è sempre disposta a concedere la grazia della conversione?; attende solo la nostra “piccola preghiera” per fare di noi dei testimoni e degli apostoli della Speranza che non delude?! (cfr. Rm 5,5).

Dom Antoine Marie osb

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