Blason  Abbazia San Giuseppe di Clairval

F-21150 Flavigny-sur-Ozerain

Francia


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25 novembre 2015
santa Catarina d'Alessandria, vergine e martire


Carissimo Amico dell’Abbazia di San Giuseppe,

Il 3 settembre del 2000, san Giovanni Paolo II beatificava Guglielmo Chaminade, fondatore dei Marianisti ; nella sua omelia, il Papa precisava : « Questa beatificazione durante l’anno giubilare ricorda ai fedeli che è loro responsabilità inventare continuamente nuovi modi per essere testimoni della fede, in particolare per raggiungere coloro che sono lontani dalla Chiesa e che non dispongono dei mezzi consueti per conoscere il Cristo. » Il beato era, in effetti, già preoccupato dall’evangelizzazione delle “periferie” a cui ci invita papa Francesco.

Tredicesimo figlio di genitori che vivevano in una discreta agiatezza (il padre era vetraio e commerciante di stoffe), Guillaume Chaminade è nato a Périgueux nel 1761. Non appena è in grado di farlo, accompagna la madre alla vicina cattedrale, dove prega con fervore. All’età di dieci anni, al momento di ricevere il sacramento della Cresima, decide di aggiungere al suo nome di Battesimo quello di Giuseppe, l’uomo che, dopo Gesù, è il più vicino a Maria. Guglielmo Giuseppe va a studiare al collegio Saint-Charles di Mussidan, dove i suoi due fratelli, già sacerdoti, esercitano ruoli di responsabilità. Verso questo periodo, si ferisce gravemente a un piede. Dopo due mesi di una cura inefficace, fa voto, se guarisce, di andare in pellegrinaggio a Notre-Dame de Verdelais, un santuario vicino a Bordeaux. Ben presto Guglielmo Giuseppe si ritrova guarito a sufficienza per poter fare a piedi questo tragitto di 80 km (il santuario di Verdelais è oggi tenuto dai Marianisti, suoi figli spirituali). Dopo gli studi, Guglielmo Giuseppe trascorre due anni a Bordeaux. Alla ricerca della sua vocazione, visita una dozzina di monasteri, ma non trova in nessuno di essi il raccoglimento desiderato ; a quell’epoca, molti religiosi vivono nella rilassatezza e sono contagiati dallo spirito scettico dell’illuminismo. Si reca a Parigi al seminario di Saint-Sulpice. Ordinato sacerdote nel 1785 e diventato dottore in teologia, ritorna con gioia al collegio Saint-Charles, diretto dai suoi due fratelli Jean-Baptiste e Louis, dove è particolarmente sentita la devozione per la beata Vergine Maria, venerata specialmente con il titolo di Immacolata Concezione.

« Correte in fretta ! »

Nell’agosto del 1790, a Parigi, l’Assemblea nazionale vota la Costituzione civile del clero, che mette la Chiesa di Francia in stato di scisma. L’anno seguente, Luigi e Guglielmo Chaminade rifiutano di prestare il giuramento di fedeltà a questa Costituzione civile, richiesto da una legge (il loro fratello Giovanni Battista è morto di malattia nel gennaio del 1790). Confiscato e secolarizzato, il collegio di Mussidan si svuota rapidamente del suo organico. Guglielmo si reca allora a Bordeaux per proseguirvi un apostolato clandestino di prete non giurato, ovvero refrattario al giuramento scismatico. Vi acquista una proprietà nella periferia della città, chiamata Saint-Laurent. Nel 1792, i preti non giurati vengono banditi dalla Francia. Guglielmo prosegue tuttavia la sua attività, a rischio di essere arrestato e condannato a morte ; in pieno periodo del Terrore (1793-1794), circola per la città, sotto vari travestimenti e con un armamentario da stagnino o da calderaio. Celebra la Messa in segreto, in case private. Un giorno, viene interpellato da patrioti armati : « Cittadino ! Hai mica visto passare di qui il pretaccio Chaminade ? Ci è stato denunciato. Non dev’essere lontano ! – In effetti, risponde lui con l’aria più placida, correte, correte in fretta per raggiungerlo ! »

Nel 1795, dopo la caduta di Robespierre, una tregua nella persecuzione consente ai preti fedeli di uscire dalla clandestinità. Guglielmo Giuseppe apre un oratorio nella rue Sainte-Eulalie ; viene incaricato, in qualità di Penitenziere delle diocesi di Bordeaux e Bazas, di ricevere e di assolvere i preti giurati pentiti. In due anni, ne riconcilierà una cinquantina. Ben presto, però, avendo il governo del Direttorio rimesso in vigore la legge contro i preti refrattari, padre Chaminade riprende il suo ministero clandestino. Il 18 fruttidoro anno V (settembre 1797), a Parigi, un colpo di stato porta al potere i rivoluzionari più intransigenti. Guglielmo Giuseppe emigra a Saragozza, in Spagna. Là viene a conoscenza del progetto di un ex allievo del collegio Saint-Charles, Bernard Daries, profugo a Toledo : questo laico sogna di fondare, sotto il nome di “Società di Maria”, una congregazione dedita a far conoscere e amare la Madre di Dio, al fine di riconquistare a Cristo, attraverso sua madre, tante anime che lo hanno abbandonato. Ai membri sarà richiesta una consacrazione alla Vergine Immacolata. Il progetto di Bernard Daries (che morirà nel 1799) interessa vivamente padre Chaminade. Davanti all’altare di Nostra Signora del Pilar, a Saragozza, promette a Maria di fare di tutto per iniziare questa opera.

In novembre, Bonaparte s’impadronisce del potere e inaugura una politica di pacificazione sul piano religioso. Un decreto consolare permette ben presto ai preti esiliati di rientrare in Francia ; padre Chaminade ritorna a Bordeaux, dove affitta una casa e apre una cappella allestita sommariamente nella stanza più grande. L’8 dicembre 1800, fonda con alcuni uomini, sacerdoti e laici, la Congregazione Mariana, associazione i cui membri promettono di onorare la Santa Vergine con il titolo di Immacolata Concezione. Al momento della firma di un concordato tra Napoleone e papa Pio VII (dicembre 1801), la congregazione conta già un centinaio di membri. La sede viene trasferita in locali più ampi, ma si conduce una vita appartata, per non destare i sospetti della polizia.

In questi tempi difficili, in cui tutta la vita religiosa in Francia è da ricostruire, padre Chaminade vuole unire tutte le categorie sociali in una congregazione unica per aumentare la sua efficacia apostolica. Al suo interno si distingueranno gruppi omogenei : i giovani, le ragazze, gli uomini di età matura, le corporazioni dei vari mestieri. Vengono costituiti dei responsabili, incaricati alcuni del canto sacro, altri della sagrestia, altri delle questioni materiali, ecc. Nel marzo del 1801, nasce il ramo femminile della congregazione, attorno a Marie-Thérèse de Lamourous, una donna nubile. La consacrazione richiesta ai membri della congregazione è un “contratto” tra il fedele e la Vergine Maria. Il cristiano s’impegna a rendere a Maria il culto a lei dovuto, secondo le modalità prescritte dai regolamenti della congregazione. Reciterà il Piccolo Ufficio dell’Immacolata Concezione e cercherà di onorare la Madonna in tutti gli atti della sua vita. Egli sa che in compenso la Vergine gli assicurerà il suo appoggio materno in ogni circostanza. È un riconoscimento solenne della maternità di Maria su ogni cristiano. Ma Guglielmo Chaminade non separa mai Maria da Gesù : la Madre di Dio ci conduce al suo divin Figlio.

« Raggiungere le periferie »

Appena tornato in Francia, padre Chaminade aveva sollecitato e ottenuto dal Papa il titolo di Missionario apostolico. Egli si considererà sempre come un apostolo incaricato di guadagnare a Cristo gli uomini più lontani da Lui. Alcuni giovani senza formazione cristiana seguono, a titolo di “pretendenti”, una specie di catecumenato che li preparerà a confessarsi e a comunicarsi ; potranno quindi diventare membri della congregazione.

Come, già ai suoi tempi, il beato Chaminade, papa Francesco ha spesso evocato l’urgenza per la Chiesa di annunciare il Vangelo nelle “periferie”, vale a dire negli ambienti sociali più lontani. Nell’Esortazione apostolica Evangelii Gaudium del 24 novembre 2013, egli scrive : “L’evangelizzazione obbedisce al mandato missionario di Gesù : Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro a osservare tutto ciò che vi ho comandato (Mt 28,19-20)… Ogni cristiano e ogni comunità discernerà quale sia il cammino che il Signore chiede, però tutti siamo invitati ad accettare questa chiamata : uscire dalla propria comodità e avere il coraggio di raggiungere tutte le periferie che hanno bisogno della luce del Vangelo… Ogni Chiesa particolare, porzione della Chiesa Cattolica sotto la guida del suo Vescovo, è anch’essa chiamata alla conversione missionaria… La sua gioia di comunicare Gesù Cristo si esprime tanto nella sua preoccupazione di annunciarlo in altri luoghi più bisognosi, quanto in una costante uscita verso le periferie del proprio territorio o verso i nuovi ambiti socio-culturali. Si impegna a stare sempre lì dove maggiormente mancano la luce e la vita del Risorto » (nn. 19, 20 e 30).

Regolata dalla fede

Il nuovo arcivescovo di Bordeaux, mons. d’Aviau, si rallegra di trovare già prospera l’opera della Congregazione Mariana e le affida la cappella della Maddalena, nel cuore della città. Il fondatore risiede sul posto ; a quarantatré anni (nel 1804), è già considerato da tutti come un santo. Affabile, semplice, dall’eloquio un po’ impacciato, ma portatore di una dottrina molto ricca, dà l’esempio di un uomo interamente dedito alle cose di Dio. Riconduce tutto agli insegnamenti della fede, la sua virtù prediletta : pensieri, decisioni, consigli, azioni ; tutta la vita deve essere regolata dalla fede, secondo queste parole di san Paolo : Il giusto vive della fede (Rm 1,17).

Gli anni 1806-1809 sono fecondi ; padre Chaminade patrocina il ritorno a Bordeaux dei Fratelli delle Scuole Cristiane, verso i quali indirizza numerose vocazioni. Molte ragazze della congregazione entrano nella vita religiosa. Tuttavia, le prove non mancano : la morte prematura del fratello di Guglielmo Giuseppe, Louis-Xavier, problemi di salute del fondatore stesso, difficoltà materiali derivanti dalla guerra europea condotta da Napoleone, conseguenze del conflitto tra l’imperatore e il Papa… Nel novembre del 1809 ha luogo una perquisizione della polizia presso la casa del fondatore, ingiustamente accusato di “complotto monarchico”. Soppressa il 24 novembre, la congregazione prosegue ugualmente le sue attività nella massima riservatezza. Alcune ragazze della congregazione s’impegnano con voti privati e indossano un abito religioso sotto i loro abiti civili. Nel 1814, la sconfitta e l’abdicazione di Napoleone restituiscono la libertà alla congregazione ; ma il suo fondatore verrà arrestato e incarcerato nel 1815 durante i Cento Giorni, effimero ritorno al potere di Napoleone.

Il sale della terra

DI QUI Dopo la sua liberazione, una delle prime cure di padre Chaminade è di fondare nel 1816, ad Agen, un convento ardentemente desiderato dal 1809 da alcune ragazze riunite da Adèle de Trenquelléon. Le postulanti non vi pronunciano i voti religiosi ; non sono quindi considerate come religiose, né tenute a indossare l’abito religioso. Il vescovo di Agen, che desidera utilizzarle per apostolati all’esterno, si accontenta di questo compromesso ; ma padre Chaminade è convinto del valore insostituibile dello stato religioso nella Chiesa e della necessità dei voti pubblici, che manifestano la consacrazione totale a Dio. « La vita religiosa, spiega, è per il cristianesimo quello che il cristianesimo è per l’umanità. Senza i religiosi, il Vangelo non troverebbe una piena applicazione da nessuna parte nella società umana. » Nel 1817, egli convince il vescovo, che autorizza allora le “Figlie di Maria” a pronunciare dei voti, in tutta discrezione.

Nell’Esortazione apostolica Vita consecrata, san Giovanni Paolo II scriveva : « Al di là delle superficiali valutazioni di funzionalità, la vita consacrata è importante proprio nel suo essere sovrabbondanza di gratuità e d’amore, e ciò tanto più in un mondo che rischia di essere soffocato nel vortice dell’effimero. Senza questo segno concreto, la carità che anima l’intera Chiesa rischierebbe di raffreddarsi, il paradosso salvifico del Vangelo di smussarsi, il “sale” della fede di diluirsi in un mondo in fase di secolarizzazione. La vita della Chiesa e la stessa società hanno bisogno di persone capaci di dedicarsi totalmente a Dio e agli altri per amore di Dio… “Che sarebbe del mondo se non vi fossero i religiosi ?” (S. Teresa d’Avila, Libro de la vida, c. 32) » (Vita consecrata, 25 marzo 1996, n. 105).

Nel 1817, un congregato di ventun anni, Jean-Baptiste Lalanne, confida al fondatore la sua intenzione di diventare religioso. Padre Chaminade acconsente con prudenza : « Facciamo dunque un’associazione religiosa con i tre voti di religione, ma senza nome, senza abito distintivo, senza riconoscimento giuridico. E mettiamo tutto sotto la protezione di Maria Immacolata alla quale il divin Figlio ha riservato la vittoria definitiva sull’inferno. » Il 2 ottobre 1817, cinque giovani pronunciano nelle sue mani dei voti temporanei. Quel giorno, è nata la “Società di Maria” : viene ancora chiamata semplicemente “la Piccola Società”. I nuovi religiosi s’installano in una casa attigua alla cappella della Maddalena.

Tra le opere sorte dalla congregazione di Bordeaux a quell’epoca, va citata, a partire dal 1820, quella dei “Buoni Libri”. Si trattava di rispondere all’invasione di libelli antireligiosi e licenziosi, caratteristica dell’epoca, con la larga diffusione, in prestito attraverso biblioteche ambulanti, dei libri cattolici. Nel corso dell’anno 1826, verranno diffuse in questo modo ottocentomila opere. I congregati si fanno anche carico della visita ai carcerati ; inoltre si occupano dei piccoli spazzacamini dell’Auvergne, assicurando a questi bambini sfruttati e minacciati nella loro virtù i necessari aiuti materiali e spirituali. La congregazione, che si diffonde a macchia d’olio a partire da Bordeaux, si adatta con flessibilità a tutte le missioni di evangelizzazione e di educazione.

Come la Croce

Le critiche nei confronti dell’opera di padre Chaminade non mancano. Ci si stupisce di questo ordine religioso in cui preti e laici sono su un piano di parità. Il fondatore si avvale di un precedente nella Regola di San Benedetto, che non riconosce ai preti particolari prerogative rispetto agli altri monaci. Nell’ottobre del 1821, viene aperto a Saint-Laurent, in una grande povertà materiale, il primo noviziato della Società di Maria, destinato agli operai e ai contadini. Altri due noviziati verranno ben presto aperti a Bordeaux, uno per gli studenti e uno per le religiose ; padre Chaminade trasmette ai novizi il suo entusiasmo missionario e insiste sulle disposizioni interiori indispensabili nei postulanti. Questi possono avere grandi difetti, ma l’essenziale è « la formazione della volontà attraverso la fede e la carità… Un religioso che non è spirituale è una chimera e un fantasma ». Egli insiste sulla rinuncia a se stessi : « Lo stato religioso è una croce che è simile alla croce di Gesù Cristo, formata anch’essa da due pezzi duri come il legno : dalla penitenza, oggetto dei voti di povertà e castità e dall’obbedienza, oggetto del terzo voto. »

Il fondatore ha compreso che l’educazione della gioventù è una priorità. Vengono aperte scuole gratuite per ragazzi e ragazze. Il successo è immediato e la domanda molto alta. La maggior parte dei maestri delle scuole per i maschi sono Fratelli non preti. A partire dal 1821, la Società si diffonde nell’est della Francia, a Saint-Remy, nella regione della Franca Contea. Là i religiosi accolgono dei maestri di scuola di campagna laici per ritiri di quindici giorni ; ben presto, vi vengono aperti una scuola secondaria e una “scuola normale”, cioè una scuola magistrale per la formazione degli insegnanti elementari, e in seguito delle scuole professionali. L’impegno dei Fratelli e delle suore nell’insegnamento, allora monopolio di Stato, induce il fondatore a chiedere il riconoscimento legale dei suoi istituti. Nessun istituto religioso, eccetto qualche piccola società di fratelli maestri elementari, è ancora stato autorizzato dopo la Rivoluzione. Nel contesto più favorevole della Restaurazione, il fondatore ottiene questa autorizzazione nel 1825. Attraverso le sue diverse opere, l’istituto non avrà altro fine ultimo che « insegnare a tutti gli uomini la scienza della Salvezza ». Il riconoscimento giuridico delle Figlie di Maria giunge due mesi dopo.

Nel momento in cui gli ambienti ostili al cristianesimo sognano di formare una gioventù senza Dio, padre Chaminade cerca di creare ovunque delle scuole magistrali per gli insegnanti elementari, in quanto per lui la formazione di buoni maestri cristiani è una priorità assoluta.

Il Catechismo della Chiesa Cattolica del 1992 ha riaffermato il diritto naturale dei genitori a scegliere la scuola per i propri figli : « Primi responsabili dell’educazione dei figli, i genitori hanno il diritto di scegliere per loro una scuola rispondente alle proprie convinzioni. È, questo, un diritto fondamentale. I genitori, nei limiti del possibile, hanno il dovere di scegliere le scuole che li possano aiutare nel migliore dei modi nel loro compito di educatori cristiani. I pubblici poteri hanno il dovere di garantire tale diritto dei genitori e di assicurare le condizioni concrete per poterlo esercitare. » (CCC 2229).

Luglio 1830 : a Parigi, una sommossa ha appena rovesciato re Carlo X ; questa rivoluzione politica è accompagnata da violenze anticlericali. Guglielmo Giuseppe Chaminade attende con calma l’evolversi degli eventi : « Non ho altra politica che quella di ricorrere ogni giorno alla Santa Vergine. » Nel febbraio del 1831, alcuni rivoltosi cercano di sfondare le porte della casa della Maddalena con delle spranghe di ferro ; un’altra torma lancia sassi contro il noviziato di Saint-Laurent ; minacciato, il fondatore dei Marianisti deve riprendere gli abiti civili come nel 1793 e rifugiarsi ad Agen ; vi resterà cinque anni. Trasferisce i noviziati dei suoi due istituti in questa città, meno agitata di Bordeaux.

In nome della laicità dell’insegnamento, il regime di Luigi Filippo toglie i sussidi concessi alle scuole magistrali cattoliche ; queste risultano quindi minacciate nella loro stessa esistenza. Ancora più gravi sono le difficoltà interne che sorgono nella Società di Maria. Padre Chaminade viene accusato d’incompetenza e d’imprudenza nella sua gestione finanziaria. Le costituzioni che ha elaborate per la Società vengono rifiutate da alcuni dei suoi collaboratori della prima ora, in particolare da padre Lalanne, superiore di Saint-Remy nel dipartimento della Haute-Saône, uomo intelligente, ma individualista e confusionario. Diversi membri della Società si fanno sciogliere dai loro voti. L’arcivescovo di Bordeaux e il vescovo di Agen sono essi stessi poco favorevoli al fondatore ; il vescovo, nel 1832, gli vieta perfino l’accesso alla casa delle sue religiose.

Un rifiuto doloroso

A partire dal 1834, con il favore della pace ritrovata, padre Chaminade riprende la redazione delle Costituzioni della Società di Maria. Nel 1839, riceve dal Papa un “decreto di lode” per i due istituti, maschile e femminile. Divenuto ottuagenario, pensa alla sua successione a capo della Società. Ma i lunghi intrighi di un giovane religioso ambizioso sollevano i tre assistenti contro il fondatore. Un esposto inviato alla Santa Sede porta nel 1845 alla sua destituzione, e il suo successore gli vieta ogni attività all’interno dell’istituto. Gli ultimi anni di Guglielmo Giuseppe Chaminade sono segnati dalla dolorosa sensazione di essere stato rifiutato dalla Società da lui fondata. Il 6 gennaio 1850, un colpo apoplettico lo priva della parola. Con i gesti testimonia, nei giorni successivi, il perdono concesso per le offese subite e l’obbedienza al suo superiore. Il 22 gennaio, con il crocifisso in mano, Guglielmo Giuseppe raggiunge in Cielo il Dio al quale non ha mai rifiutato nulla. Vent’anni dopo, i religiosi della Compagnia di Maria, che verranno ben presto chiamati “Marianisti” saranno già più di un migliaio, diffusi su quattro continenti. Non si devono confondere i Marianisti con i Maristi, membri di un istituto fondato nel 1816 da padre Jean-Claude Colin.

Beatificando Guglielmo Giuseppe Chaminade, Giovanni Paolo II ha riassunto così il suo messaggio : « Egli invita ogni cristiano a radicarsi nel suo Battesimo, che lo conforma al Signore Gesù e gli comunica lo Spirito Santo… Il suo attaccamento filiale a Maria lo ha mantenuto nella pace interiore in ogni circostanza, aiutandolo a fare la volontà di Cristo. La sua preoccupazione per l’educazione umana, morale e religiosa, è per tutta la Chiesa un richiamo a un’attenzione rinnovata per la gioventù, che ha bisogno al contempo di educatori e di testimoni per rivolgersi al Signore e assumere il proprio ruolo nella missione della Chiesa. »

Padre Chaminade amava dire : « Quale potente mezzo, per pervenire alla somiglianza con Gesù Cristo, l’avere per Madre la stessa Madre di Gesù Cristo ! » Al suo seguito, consacriamoci senza riserve a Maria, perché ci ottenga la grazia di fare tutto quello che suo Figlio ci ispirerà.

Dom Antoine Marie osb

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