Blason  Abbazia San Giuseppe di Clairval

F-21150 Flavigny-sur-Ozerain

Francia


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21 ottobre 2015
sant'Orsola e compagne, martiri


Carissimo Amico dell’Abbazia di San Giuseppe,

Con la Lettera Apostolica Spes ædificandi, del 1° ottobre 1999, san Giovanni Paolo II proclamava santa Brigida di Svezia compatrona d’Europa : « L’intima unione [della santa] con Cristo fu accompagnata da speciali carismi di rivelazione, che la resero un punto di riferimento per molte persone della Chiesa del suo tempo. In Brigida si avverte la forza della profezia. Talvolta i suoi toni sembrano un’eco di quelli degli antichi grandi profeti. »

Birgit è nata nel giugno 1303, al Castello di Finstad, non lontano da Uppsala, in Svezia. È figlia di Birger Persson, senatore del regno e siniscalco della provincia dell’Uppland, e di Ingeborg, di stirpe reale svedese. Nella notte che segue la sua nascita, il curato della parrocchia riceve dal Cielo una rivelazione : « È nata a Birger una figlia la cui voce si farà sentire nel mondo. » La bambina mostra molto presto un’ardente devozione e un’attrattiva per le cerimonie religiose.

Ha dieci anni quando Nostro Signore le appare in croce : « O mio dolce Signore, chi ha osato farti questo ? chiede lei. – Tutti coloro che disprezzano e dimenticano il mio amore », le risponde Gesù. Da questa visione nasce in Brigida una devozione per la Passione di Cristo, che si svilupperà nel corso degli anni. La Vergine Maria le rivelerà un giorno : « Ci sono due vie per arrivare al Cuore di Dio. La prima è l’umiltà della vera contrizione. La seconda è la contemplazione delle sofferenze di mio Figlio. » Della Passione di Cristo, Brigida affermerà : « Vedete l’amore del vostro Dio ; soffrirebbe ancora, se potesse, per ognuno di voi, ciò che ha sofferto per tutti gli uomini. Volentieri vi riscatterebbe, voi solo, al prezzo della sua Passione. Il vostro amore non risponderà forse a tanto amore ? »

Una Chiesa domestica

Brigida ha dodici anni alla morte della madre. La zia materna prende allora in mano la sua educazione e quella della sua sorellina, Katharina. Nel 1318, la ragazzina di quindici anni viene data in matrimonio al siniscalco Ulf Gudmarsson, di vent’anni, proveniente anch’egli dall’alta nobiltà svedese. Benché si senta chiamata alla vita religiosa, Brigida si sottomette ; invita però il suo sposo a non usare del matrimonio per due anni al fine di poter discernere bene la volontà di Dio su un’eventuale vocazione a uno stato più perfetto. Recitano insieme il Piccolo Ufficio della Santa Vergine, si confessano ogni venerdì e fanno la comunione ogni domenica. Dopo aver molto pregato e chiesto il consiglio del loro confessore, i due giovani sposi comprendono che devono servire Dio nel santo stato del matrimonio, in cui sono chiamati a santificarsi, per generare e allevare figli per il Cielo. Durante i 28 anni della loro vita comune, ne avranno otto, tra cui la futura santa Caterina di Svezia. Brigida è diretta spiritualmente da un religioso che la inizia allo studio delle Scritture ; la sua famiglia diventa una vera e propria « Chiesa domestica ». Il rango sociale dei coniugi li predispone a svolgere importanti incarichi a corte. Nonostante questo, essi adottano la Regola dei Terziari francescani e si dedicano con generosità alle opere di carità verso i poveri. Ma Brigida consacra la maggior parte del suo tempo all’educazione dei figli e alla formazione cristiana della servitù del castello di famiglia. Fa costruire sulla tenuta un ospedale per i poveri e gli ammalati che cura ella stessa con i suoi figli. Sotto la sua influenza, Ulf migliora il proprio carattere e progredisce nella vita cristiana. Lei lo convince a impegnarsi maggiormente nello studio per svolgere meglio i suoi incarichi nel paese.

In un discorso dedicato alla santa svedese, papa Benedetto XVI sottolineava : « Questo primo periodo della vita di Brigida ci aiuta ad apprezzare quella che oggi potremmo definire un’autentica “spiritualità coniugale” : insieme, gli sposi cristiani possono percorrere un cammino di santità, sostenuti dalla grazia del sacramento del matrimonio. Non poche volte, proprio come è avvenuto nella vita di santa Brigida e di Ulf, è la donna che, con la sua sensibilità religiosa, con la delicatezza e la dolcezza, riesce a far percorrere al marito un cammino di fede. Penso con riconoscenza a tante donne che, giorno dopo giorno, ancor oggi illuminano le proprie famiglie con la loro testimonianza di vita cristiana. Possa lo Spirito del Signore suscitare anche oggi la santità degli sposi cristiani, per mostrare al mondo la bellezza del matrimonio vissuto secondo i valori del Vangelo : l’amore, la tenerezza, l’aiuto reciproco, la fecondità nella generazione e nell’educazione dei figli, l’apertura e la solidarietà verso il mondo, la partecipazione alla vita della Chiesa » (27 ottobre 2010).

Nel 1335, Brigida riceve l’incarico di iniziare ai costumi svedesi Blanche de Dampierre, figlia del conte di Namur, che il re Magnus Eriksson ha appena sposato. Questo ruolo le conferisce sulla corte una sicura influenza. Spesso soggiorna, infatti, nel castello reale di Vadstena. In occasione delle assenze del marito, Brigida si dedica ancor più alla vita interiore e alla mortificazione, arrivando fino a dormire sulla paglia per terra. Nel 1341, Brigida e Ulf partono per San Giacomo di Compostella. Questo pellegrinaggio è l’occasione per un grande progresso spirituale per i due sposi che si erano già impegnati a osservare la continenza perfetta per servire meglio Dio. Poco dopo il loro ritorno in Svezia, Ulf, spinto dallo Spirito Santo, si ritira nell’abbazia cistercense di Alvastra, dove uno dei loro figli è monaco. Ulf muore nel 1344, prima ancora di aver terminato il suo noviziato ; sul letto di morte, supplica la moglie di pregare e di far pregare per abbreviare il suo tempo di purgatorio.

Uno spirito attuale

Brigida, che ha quarantun anni, è decisa ad approfondire la sua unione con il Signore attraverso la preghiera, la penitenza e le opere di carità ; rinuncia a contrarre un secondo matrimonio. « Quanto attuale è lo spirito di santa Brigida ! scriveva san Giovanni Paolo II l’8 settembre 1991. La sua esperienza religiosa è segnata dal desiderio di unità e di adesione a Gesù, Dio e uomo, cui la santa si rivolgeva con accenti di ispirata e tenera confidenza. Intenso e filiale era anche il suo amore verso la Vergine Maria, “Mater Gratiae” (Madre della grazia). A così ricco modello ascetico si sono ispirate durante i secoli numerose pratiche di pietà popolare, che dopo tanto tempo conservano ancora la freschezza della loro attrattiva. Si tratta di un filone spirituale semplice, che guarda a Gesù come allo Sposo e al compagno di ogni giorno » (Lettera Apostolica per il 600° anniversario della canonizzazione di santa Brigida).

Un giorno in cui fa distribuire elemosine a molti poveri, il suo amministratore protesta : « Volete, Signora, ridurvi alla mendicità ? Dare con una mano per tendere l’altra, è questo dunque il sommo della perfezione ? – Doniamo finché possediamo, replica la vedova ; abbiamo un Maestro buono e liberale. Io appartengo a questi poveri : hanno solo me nella loro miseria. Quanto a me, mi abbandono alla volontà divina. » E precisa al suo confessore : « Con tutto il cuore desidero essere povera. Vorrei addirittura mendicare il mio pane per amore di Dio. Verrà un giorno in cui sarò costretta ad abbandonare ogni cosa ; c’è più merito a distaccarmene sin d’ora. » In effetti, distribuisce i suoi beni ai poveri e si stabilisce in un edificio annesso all’abbazia di Alvastra. Qui, iniziano le rivelazioni divine, che l’accompagneranno per tutto il resto della sua vita. Brigida le detta ai suoi confessori, che, dopo averla aiutata a discernere ciò che viene realmente da Dio, le traducono dallo svedese in latino e le raccolgono in un’edizione di otto libri intitolati Rivelazioni.

L’amore infinito di Dio nella Passione

«Le Rivelazioni di santa Brigida, diceva BenedettoXVI, presentano un contenuto e uno stile molto vari. A volte la rivelazione si presenta sotto forma di dialogo fra le Persone divine, la Vergine, i santi e anche i demoni ; dialoghi nei quali anche Brigida interviene. Altre volte, invece, si tratta del racconto di una visione particolare… Di fatto, leggendo queste Rivelazioni siamo interpellati su molti temi importanti. Ad esempio, ritorna frequentemente la descrizione, con dettagli assai realistici, della Passione di Cristo, verso la quale Brigida ebbe sempre una devozione privilegiata, contemplando in essa l’amore infinito di Dio per gli uomini. Sulla bocca del Signore che le parla, ella pone con audacia queste commoventi parole : “O miei amici, Io amo così teneramente le mie pecore che, se fosse possibile, vorrei morire tante altre volte, per ciascuna di esse, di quella stessa morte che ho sofferto per la redenzione di tutte piuttosto che essere privato della loro compagnia”… Ricevendo questi carismi, Brigida era consapevole di essere destinataria di un dono di grande predilezione da parte del Signore : “Figlia mia – leggiamo nel primo libro delle Rivelazioni –, Io ho scelto te per me, amami con tutto il tuo cuore… più di tutto ciò che esiste al mondo” (c. 1). Del resto, Brigida sapeva bene, e ne era fermamente convinta, che ogni carisma è destinato ad edificare la Chiesa. Proprio per questo motivo, non poche delle sue rivelazioni erano rivolte, in forma di ammonimenti anche severi, ai credenti del suo tempo, comprese le autorità religiose e politiche, perché vivessero coerentemente la loro vita cristiana ; ma faceva questo sempre con un atteggiamento di rispetto e di fedeltà piena al Magistero della Chiesa, in particolare al Successore dell’Apostolo Pietro. »

Brigida riceve in particolare l’ordine di scrivere a papa Clemente VI per manifestargli alcune negligenze nel servizio di Dio e invitarlo a ripararle con un maggior zelo per la riforma della Chiesa, che in quell’epoca è afflitta dall’ambizione e dall’avidità di certi chierici. Rivolgendosi ai vescovi svedesi, precisa : « Il sacerdozio non è affatto un impiego che si possa desiderare per gli onori che esso conferisce. È un onere, e, se non lo si porta sulla terra, esso graverà per l’eternità. Il vescovo è la sentinella messa di guardia da Dio. Egli veglia sulle anime, le circonda della sua carità. Come un buon pastore attira le pecore presentando loro un mazzo di fiori odorosi, il vescovo attira il suo popolo con parole d’amore ; per la loro salvezza, soffrirebbe tutto, le tribolazioni della vita e la morte. »

L’Ordine del Santissimo Salvatore

Al re di Svezia, Brigida è incaricata di dire che bisogna che egli restauri la fede nel suo regno circondandosi di persone sante. Ad alcuni cortigiani, ella dà questi consigli : « I vostri sforzi tendono ad arricchire voi e i vostri figli. Voi trasmettete loro la vostra cupidigia. Se tu avessi quella tenuta, insinua la madre al figlio, saresti simile a tuo padre. Voi ispirate loro l’ambizione degli onori… Espiate la vostra avarizia con la carità elargendo con gioia ricche elemosine. Espiate le vostre impurità con la preghiera, la vostra golosità e la vostra ubriachezza con l’astinenza, il vostro orgoglio con l’umiltà. » Gli ammonimenti di Brigida sono tanto più forti per il fatto che è favorita da visioni di anime che soffrono nel purgatorio ; riceve anche rivelazioni terribili sulle pene dell’inferno « che è riservato a chi sino alla fine della vita rifiuta di credere e di convertirsi » (Catechismo della Chiesa Cattolica, 1034). Per lavorare alla salvezza dei peccatori, ella fonda, nel 1346, in onore di Cristo e di sua Madre, il monastero di Vadstena, che diventerà la culla dell’Ordine del Santissimo Salvatore. Quest’ultimo, destinato a salvare i popoli scandinavi, si diffonderà nel mondo con lo scopo di estendervi il Regno di Dio. Le monache, chiamate anche “Brigidine”, rivivono il clima spirituale della Chiesa nascente, riunita in preghiera nel Cenacolo intorno a Maria. Il loro velo assomiglia, ancora oggi, a un elmo, per mostrare la loro intenzione di condurre il combattimento spirituale. La badessa ha autorità sulle monache di clausura ma anche sulla piccola comunità di religiosi stabilita nelle vicinanze per dare loro i sacramenti. Questi ultimi, non di clausura, esercitano diversi apostolati, tra cui predicazioni nelle parrocchie. Brigida, che non condivide la vita delle Suore, conduce tuttavia una vita molto ascetica.

Nel 1349, Brigida si reca in pellegrinaggio a Roma. Desidera non solo partecipare al Giubileo del 1350, ma anche ottenere dal Papa l’approvazione della Regola dell’Ordine del Santissimo Salvatore (questa sarà concessa da Urbano V, nel 1370). La fondatrice viene accolta dal cardinale Hugues de Beaufort, che abita accanto alla chiesa di San Lorenzo in Damaso. Ella rimane quattro anni in questa casa che è organizzata come un vero e proprio convento. Sua figlia, Caterina, la raggiunge. Roma diventa allora per Brigida una seconda patria ; ella vede la Città come un campo con giardini pieni di rose : sono i luoghi santificati dai santi. Ma la vede anche, in questa metà del XIV secolo, piena di mondanità e di peccati, in particolare quelli dei chierici. È un’epoca di grandi prove per il papato : il Papa, esiliato ad Avignone, è in certo qual modo prigioniero del re di Francia ; l’autorità della Santa Sede è meno rispettata, e la sua mediazione tra i principi nemici non ha la stessa forza di prima. In effetti, guerre e calamità devastano l’Europa, poco prima del grande scisma d’Occidente. Forte della sua intimità con Cristo, Brigida prega il Sovrano Pontefice di porre fine alle sue esitazioni dettate dalla prudenza terrena e dagli interessi mondani, e di tornare a Roma presso la tomba di san Pietro. Ella penserà di essere riuscita in questa opera nel 1367, con il ritorno del beato Urbano V ; ma quest’ultimo sarà costretto a tornare ad Avignone tre anni dopo.

Al fine di perpetuare l’opera della Redenzione, Nostro Signore ha edificato la Santa Chiesa cattolica, in cui tutti i fedeli sono riuniti dal vincolo di una sola fede e di una sola carità. Egli ha posto san Pietro al di sopra degli altri apostoli e ha stabilito nella sua persona il principio duraturo e il fondamento visibile di questa duplice unità. Come lo afferma il concilio Vaticano I, « è sempre stato necessario che ogni chiesa, cioè i fedeli di ogni luogo, si volgesse alla Chiesa romana, in forza della sua origine superiore, affinché in questa Sede… si unissero nella compagine di un solo corpo » (Costituzione Pastor æternus, c. 2).

La Terra Santa

Nel 1353, Brigida si stabilisce nella casa di una ricca signora romana, sull’attuale piazza Farnese. Ne fa una casa di accoglienza per i pellegrini, soprattutto scandinavi, e vi abiterà fino alla morte. La sua situazione economica è precaria e talvolta riceve provvidenzialmente il necessario all’ultimo momento. Compie spesso a piedi “pellegrinaggi urbani” alle chiese e alle tombe dei santi, benché sia già avanti negli anni ed estenuata dalle sue grandi austerità. Soccorre i poveri, li visita e li cura ella stessa negli ospedali. Per rivelazione, conosce il fondo delle coscienze e utilizza questi lumi per conquistare le anime a Gesù Cristo. La sua azione si estende al bene delle nazioni : promuove con tutti i mezzi la pace in Svezia, in Francia, in Inghilterra e in Italia, dove percorre le diverse città. Dopo tutti questi viaggi, che la riducono a una debolezza estrema, Nostro Signore le chiede nel 1371 di andare a Gerusalemme per visitare i luoghi dove Egli ha compiuto i misteri della nostra Redenzione. Egli le assicura nello stesso tempo che le darà le forze necessarie. Da Napoli, i pellegrini s’imbarcano per la Terra Santa, nel marzo 1372. Sul posto, Brigida non tralascia nessuno dei luoghi che il Salvatore ha onorati con la sua presenza, e riceve molti lumi, in particolare sulla Passione e la morte di Gesù Cristo. Dio le rivela anche la situazione di diversi regni, come lo stato di desolazione di quello di Cipro e la prossima rovina dell’Impero bizantino. Ella invia una lettera al re di Cipro e al suo popolo. Agli ortodossi scismatici, non esita a dire, da parte di Dio, che saranno consegnati nelle mani dei loro nemici se non si sottometteranno al Vicario di Cristo con vera umiltà e amore sincero. Tacciata di essere una “vecchia rimbambita”, Brigida non viene ascoltata. Ribadisce anche i suoi ammonimenti a papa GregorioXI, sempre ad Avignone.

Nel febbraio del 1373, la regina e l’arcivescovo di Napoli sottopongono Brigida a un esame di tipo inquisitorio sulla sua dottrina. La conclusione le è favorevole : Brigida può continuare ad annunciare pubblicamente i diritti imprescrittibili di Dio e i doveri delle creature nei suoi confronti. Ella trasmette allora queste parole di Cristo : « Perché non avete meditato la mia Passione ? Perché non avete considerato come fui legato nudo alla colonna, crudelmente flagellato, appeso alla Croce, lacerato dalle ferite e coperto di sangue ? Quando vi pitturate le guance, voi non pensate al mio volto tutto insanguinato. (…) Voi non riflettete ai dolori che ho sopportati e a come io sia stato sospeso per voi, lasciandomi insultare e schernire da parte di tutti, affinché voi poteste essere trascinati ad amarmi, me, vostro Dio, e a sfuggire alle reti del diavolo nelle quali vi lasciate imprigionare. » Ai rimproveri succede una proposta misericordiosa del Signore : « Se uno solo si convertirà, gli andrò incontro come il padre al figliol prodigo. Gli farò grazia e sarò in lui, e lui in me, nella gioia eterna. »

Santa Brigida cercava Dio nella contemplazione. Nella sua esortazione apostolica del 25 novembre 2013, papa Francesco raccomanda di dedicarsi alla contemplazione : « Che dolce è stare davanti a un crocifisso, o in ginocchio davanti al Santissimo, e semplicemente essere davanti ai suoi occhi ! Quanto bene ci fa lasciare che Egli torni a toccare la nostra esistenza e ci lanci a comunicare la sua nuova vita !… La migliore motivazione per decidersi a comunicare il Vangelo è contemplarlo con amore, è sostare sulle sue pagine e leggerlo con il cuore. Se lo accostiamo in questo modo, la sua bellezza ci stupisce, torna ogni volta ad affascinarci. Perciò è urgente ricuperare uno spirito contemplativo, che ci permetta di riscoprire ogni giorno che siamo depositari di un bene che umanizza, che aiuta a condurre una vita nuova. Non c’è niente di meglio da trasmettere agli altri. Tutta la vita di Gesù, il suo modo di trattare i poveri, i suoi gesti, la sua coerenza, la sua generosità quotidiana e semplice, e infine la sua dedizione totale, tutto è prezioso e parla alla nostra vita personale » (Evangelii gaudium, nn. 264 e 265).

Morire ?

Coloro che incontrano la santa vedova negli ultimi anni della sua vita testimoniano all’unanimità la sua raggiante gioia interiore e la sua dolce umiltà. Il 17 luglio 1373, le appare la Madonna : « Secondo i medici, non morirai. Ma sanno che cosa voglia dire morire ? Muore chi, separandosi da Dio con l’attaccamento al peccato, perde la fede e l’amore. Chi teme il Signore e si purifica senza sosta con la confessione vive per sempre. » Le viene predetto il giorno della sua morte, e la mattina stessa del 23 luglio, Nostro Signore viene a consolarla. Brigida fa la comunione con grande fervore alla Messa celebrata nella sua stanza, poi spira dicendo : « Signore, nelle tue mani consegno il mio spirito. » I suoi figli, Burger e Caterina, trasporteranno le sue spoglie in Svezia, all’abbazia di Vadstena che la loro santa madre aveva fondata circa trent’anni prima e dove si trova la sua tomba ancora oggi. Santa Brigida di Svezia, canonizzata il 7 ottobre 1391 da papa Bonifacio IX, è particolarmente popolare nei paesi scandinavi, in Germania, in Polonia e in Ungheria. Oggi, a settecento anni dalla loro fondazione, le “Brigidine” sono presenti a Roma, in Svizzera, in Svezia, nonché nelle Indie e in Messico.

« Santa Brigida si presenta come una testimone significativa dello spazio che può avere nella Chiesa il carisma vissuto in piena docilità allo Spirito di Dio e nella piena conformità alle esigenze della comunione ecclesiale. In particolare, poi, essendosi le terre scandinave, patria di Brigida, distaccate dalla piena comunione con la sede di Roma nel corso delle tristi vicende del secolo XVI, la figura della Santa svedese resta un prezioso legame ecumenico, rafforzato anche dall’impegno in tal senso svolto dal suo Ordine » (san Giovanni Paolo II, motu proprio Spes ædificandi). Preghiamo santa Brigida per l’Europa, affinché essa ritrovi le sue radici cristiane, e specialmente per il ritorno dei cristiani scandinavi alla fede e alla piena unità cattoliche.

Dom Antoine Marie osb

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